24/06/2024

di Gianfranco Biondi

Un mercato coperto per la città di Udine in piazza XX settembre? tema che, a quanto pare, sta suscitando un vasto dibattito, tanto da portarci a riprenderlo dopo aver regitrato sul nostro canale ufficiale Facebook di Euroregione.news 19.000 impression, oltre 1000 interazioni e un centinaio di commenti in proposito. Riprendere l’argomento è essenzialmente dovuto all’opportunità di indirizzare all’amministrazione comunale un ulteriore segnale su quanta sensibilità si sia riscontrata tra sostenitori (tanti) e detrattori/scettici (pochi). Nel precedente lancio (link) ho avevo citato il progetto dello studio di architettura Marpillero, già presentato alla giunta Fontanini e ora anche a quella di Felice de Toni, entrambe propense a prenderlo in considerazione. Udine è una bella cittadina che attende di accendersi di vita quotidiana nel suo centro storico, che non sia solo quella serale della movida o delle bande di molestatori. Non c’è dubbio sulla capacità di attrazione e di aggregazione sociale dei mercati coperti, come dimostrano i diversi esempi in giro per il continente europeo. E funzionano tutti, sia come polo di aggregazione per i resistenti che come meta turistica per i foresti. Il fatto di porre dubbi che Udine possa non funzionare ci porterebbe a farci delle domande sulla città stessa e sui suoi abitanti.

Un dibattito intorno all’idea di un mercato coperto in piazza XX settembre, è ovviamente democraticamente opportuno, perchè riguarda tutta la città e va mantenuto nell’alveo di un confronto serio e costruttivo, non sigillandosi necessariamente su un’unica proposta, soprattutto per quel che riguarda l’ubicazione. Il mercato coperto in piazza XX settembre potrebbe porsi in continuità storica con quello che la piazza, oggi sottoutilizzata, ha rappresnetanto in passato, appunto un mercato ( vedi la foto d’epoca) organizzato in quello spazio che fu residenza della famiglia Torriani (saccheggiata e distrutta nei moti contadini del 1511, poi ricostruita e nuovamente rasa al suolo come punizone per le scorrerie del conte Lucio Torriani).

“Un mercato in continuità storica che rivitalizzerebbe anche le attività commerciali circostanti” – commenta l’architetto Paola Marpillero – restistuendo alla piazza una funzione che ha sempre avuto”.

Secondo scettici e perplessi la struttura del mercato coperto porterebbe a modificare il colpo d’occhio sulla piazza che oggi si ha ponendosi al centro di essa, con l’ottocentesco palazzo Kechler, il palazzo dell’INA progettato negli anni 20 del ‘900 da Provino Valle e il palazzetto veneziano (che però, ricordiamo, è un falso storico). Da qui anche lo scetticismo che abbiamo registrato in qualche post, anche se minoritari rispetto a quelli che si sono detti subito entusiasti di un mercato coperto, ma comunque utili ad aprire il dibattito e a riflettere. Soprattutto su possibili alternative, come quella a firma di Fabiano Moscatelli, che propone, sì, un mercato coperto ma nella vicinissima piazza Venerio.

Anch’essa centrale, anch’essa con una storia simile a quella di piazza XX settembre (anche qui al centro c’era un palazzo, quello dei Savorgnan, che venne raso al suolo dai veneziani per punire le angherie di questa famiglia) ma con un diverso e senz’altro meno interessante destino urbanistico architettonico. Se si eccettua la trecentesca chiesa di San Francesco, piazza Venerio è circondata su tre lati da palazzi di minor pregio architettonico. Ponendosi al centro della piazza non se ne ricava alcun godimento estetico…anzi… ma guardiamo ora ai lati positivi che porterebbero a considerare l’ipotesi di un mercato coperto: sorgerebbe esattamente sopra l’attuale parcheggio sotterrano con comodi accessi diretti, sarebbe comunque centralissimo e adiacente al palazzo della Camera di Commercio, ovvero il simbolo istituzionale del commercio stesso, all’interno del mercato coperto la ridottissima distanza da piazza XX settembre finirebbe per vitalizzare anche quest’ultima ma mantenendone l’attuale assetto. Per contro potrebbe esserci il problema non di poco conto relativo al peso delle strutture, gravanti sul parcheggio sotterraneo- come riferitoci anche da vice sindaco Alessandro Venenzi. Problema non risolvibile o magari, superabile, con interventi di elevato costo ma, in questo caso, l’ultima parola spetterebbe ad ingegneri ed architetti. In conclusione, che sia piazza XX settembre o piazza Venerio, il mercato coperto di Udine rappresenterebbe un importante valore aggiunto per la città. Vale la pena insistere…

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