Guardare al nuovo con rinnovata fiducia, superando gli spettri del passato, sapendo che per ogni problema esiste una soluzione, da costruire sempre sulla propria taglia, e considerando tutte le innovative opportunità terapeutiche tra cui la donna del 2022 può oggi agevolmente scegliere.
È certamente questo il messaggio chiave con cui il Convegno nazionale “La menopausa nella donna del nuovo millennio”, organizzato dal Dipartimento di Area Medica – DAME dell’Università di Udine, in sinergia con l’Azienda Sanitaria Universitaria FC, in programma all’Hotel Là di Moret mercoledì 27 aprile dalle 9.
«È importante far comprendere, oggi più che mai, che la menopausa non è una condizione patologica da subire passivamente – anticipa la responsabile scientifica del Congresso, Lorenza Driul, associato presso il DAME e Direttore della SOC di Ginecologia e ostetricia dell’ASUFC. È invece un momento fisiologico in cui, attraverso percorsi personalizzati ed opzioni sia farmacologiche che naturali, è possibile trattarne con successo i disagi tipici e le frequenti complicanze, attivandosi ancor prima della sua comparsa, a scopo preventivo».
E proprio al periodo che precede la menopausa, quando iniziano le caratteristiche endocrinologiche, biologiche e cliniche del suo approssimarsi, e soprattutto alle innovative opportunità di cura, sarà dedicata l’intera mattinata di lavori.
«Negli ultimi 20 anni si è registrato certamente un calo nell’utilizzo della terapia ormonale sostituiva. È quindi davvero importante ricordare che al giorno d’oggi, i trattamenti a base di ormoni, molto simili a quelli naturali, ci permettono non soltanto di personalizzare fortemente le terapie ma addirittura di ridurre in modo significativo l’eventuale rischio oncologico o cardiovascolare, a tutt’oggi principale causa di mortalità nella donna in post menopausa – sottolinea Monica Della Martina, dirigente medico e responsabile dell’ambulatorio della menopausa presso l’ASUFC che interverrà sull’importanza di una medicina di genere, femminile, in un’ottica preventiva con la relazione “La sintomatologia climaterica come maker di vulnerabilità biologica” –. Importantissimo, inoltre, il tema della sessualità, e delle terapie topiche attraverso l’uso di nuovi farmaci, argomento non più tabù come un tempo ed anzi, esigenza riportata sempre più spesso dalle donne di oggi nella sintomatologia correlata».
Se alla sartorialità degli interventi nella paziente con problemi oncologici e al trattamento dei disturbi a lungo termine saranno dedicate le ultime sessioni della giornata, non mancherà, nel corso del pomeriggio, un’ampia digressione sulla nutraceutica, ampio settore di trattamenti non ormonali cui sempre più volentieri le donne si rivolgono per la risoluzione dei sintomi più comuni (vascolari, insonnia e umore) prediligendo il cosiddetto “fai da te” e condizionate da annose paure legate proprio al ricorso al trattamento farmacologico.
«Questo Convegno è effettivamente un’occasione preziosa per rassicurarle facendo loro comprendere che, adeguando con accuratezza la terapia alla paziente e cucendole dunque addosso il percorso terapeutico, c’è davvero ampio spazio per interventi diversificati ed efficaci, su misura e quindi di successo, eliminando timori ventennali legati soprattutto all’impiego della terapia ormonale – chiarisce Lino Del Pup, medico chirurgo esperto in endocrinologia ginecologica e a rappresentanza della Società Italiana di Ginecologia della terza età (SI.GI.TE); a lui la firma dell’intervento sulla scelta del progestinico e una lettura magistrale su “Sicurezza oncologica e ulteriori benefici della nuova TOS con estradiolo e progesterone” –. Fondamentale ricordare infine che, oltre alle nuove terapie, bisogna sempre guardare ad uno stile di vita sano e integrato che sappia accompagnare, supportandolo adeguatamente, questo nuovo capitolo esistenziale».







