19/05/2024

Ogni aspettativa è stata superata: la trentesima edizione della rievocazione storica del Medioevo a Valvasone è andata oltre le previsioni più ottimistiche. Complice il bel tempo che ha regnato per tutto il fine settimana, la manifestazione ha attirato tra le vie della borgata più di 25 mila persone.

“Non potevamo chiedere di meglio per festeggiare il trentesimo anniversario di un appuntamento così sentito e amato” ha commentato la presidente del Gruppo Artistic Furlan, Sandra Bono. “Il merito della buona riuscita di questi tre giorni va in primis agli oltre cinquecento volontari che si sono impegnati ininterrottamente per riportarci indietro nel tempo di centinaia di anni: a loro va un enorme ringraziamento”.

“Ancora una volta la macchina organizzativa del Medioevo ha dimostrato che i suoi ingranaggi sono più rodati che mai” ha sottolineato il sindaco di Valvasone Arzene, Markus Maurmair.

Tre diverse generazioni di abitanti di Valvasone hanno preso parte alla manifestazione: c’è chi come Valter, 68 anni, era presente fin dalla primissima edizione. “Ricordo che all’epoca ero il comandante delle guardie: negli anni ho fatto anche lo scultore, mentre ora siedo alla bancarella del cuoio”.

“È un modo di vivere diversamente la manifestazione” aggiunge Cristina, 22 anni, che invece ha trascorso gli ultimi mesi a intagliare spade e scudi di legno. “Lavorare dietro le quinte fin da febbraio crea in noi aspettativa ed eccitazione: non vediamo l’ora che arrivi settembre per vedere i frutti del nostro lavoro. Quest’anno andata molto bene, tutto è molto più vivo e si sente che rispetto agli anni del Covid la paura della gente è scomparsa”.

Anche la mascotte di questa trentesima edizione è stata molto apprezzata: i lupetti di peluche creati

appositamente da Trudi per la manifestazione – il lupo è infatti l’animale simbolo della casata dei Valvason Cuccagna – sono andati a ruba.

Grandi apprezzamenti per la cena medievale: i protagonisti della serata sono stati il pasticcio di cacciagione e le ganasce di manzo.

La versione de “Il leone e il lupo” pensata appositamente per il Teatro dei misteri ha riscosso grande successo: le installazioni iper mediali dello spettacolo originario sono state sostituite da suggestivi giochi di fuoco per riportare la cornice della narrazione al tempo del medioevo. “Avevo già assistito allo spettacolo nel Castello al suo esordio in giugno: poterlo ammirare ancora, stavolta alla luce delle torce, mi ha regalato una prospettiva completamente nuova e da brividi” ha commentato uno spettatore.

Uno degli angoli più affascinanti della rievocazione è stato quello del “mercatus magnus”, una vera e propria fiera medievale delle meraviglie. Dalle mani sapienti degli artigiani gioielli e abiti, libri e sculture, attrezzi per i mestieri e oggetti di tutti i giorni; Il maniscalco, le lavandaie, i cordai, gli alchimisti, i fabbricanti di spade e scudi, le sibille, il casaro, il panettiere e altri ancora: tutti chini sui propri banchi da lavoro per tenere vive arti antiche e trasmetterli agli occhi meravigliati dei passanti.

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