10/06/2024

In una recente nota il consigliere regionale  e vice presidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini riafferma la sua contrarietà alla  costruzione di centrali idroelettriche e derivazioni nelle montagne friulane, soprattutto se a scopo speculativo e di arricchimento dei  privati. “Non ci sono assolutamente le condizioni di fattibilità per realizzarne una Zuglio e, per fortuna, in questo caso manca la  conformita urbanistica”, precisa Mazzolini,  fugando le preoccupazioni dei cittadini della vallata del Bùt, che si sono organizzati in un  Comitato contro il ventilato progetto di una nuova derivazione che dovrebbe interessare l’area del Comune carnico tra Tolmezzo e  Arta Terme.

L’Amministrazione di Zuglio non ha intenzione di percorrere questo iter di una variante per consentire la derivazione. “Nel corso della  precedente legislatura- precisa Mazzolini – abbiamo creato un sistema di tutela e rientro economico per il territorio, regolamentando  le grandi derivazioni. La sola centrale di Somplago rende finalmente alle casse del territorio oltre 10 milioni di euro, linfa economica  che alimenta i bisogni del consumo pubblico della montagna”.

“Le condizioni imposte agli enti che gestiscono le grandi derivazioni sono ora pensate per dare vantaggi alle amministrazioni dei  Comuni montani che vengono, in tal maniera, aiutati a sostenere le proprie spese. Do ut des! Se qualcuno vuole accedere alle nostre  risorse, deve far sì che il territorio abbia i suoi rientri economici e che vengano rispettate le sue condizioni d’uso”.

“Sia io che il sindaco di Zuglio – conclude Mazzolini – siamo assolutamente contrari alla realizzazione di una derivazione sul fiume Bùt.

Avrebbe avuto senso solo se avesse portato benefici e guadagno al territorio su cui sorge.   Uniti nella  visione di un utilizzo sostenibile e corretto della nostra montagna, che va valorizzata a favore dei suoi abitanti e utenti, non certamente sfruttata o svenduta”.

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