La proliferazione dei cosidetti centri massaggi a gestione cinese in Friuli Venezia Giulia è stata forse turbata o disturbata da una recente azione delle Fiamme Gialle. Un fenomeno, quello dei massaggi orientali, incalzante e senza sosta, che riempie di vetrine oscurate e di scritte a led lampeggianti, diremo pure ammiccanti, piccole e grandi citta’ del Bel Paese. Il Friuli Venezia Giulia non ne rimane escluso. La citta’ di Udine conta più di una decina di questi centri, posizionatisi al centro, in periferia e in tutti i punti cardinali. Un sistema concepito per drenare denaro grazie a quella che si è manifestata come una esigenza di mercato, quella di farsi massaggiare. Intendiamoci…l’arte – tecnica del massaggio è rispettabilissima quanto antica. E’ nella sua formulazione cinese riservata agli occidentali che ci sono delle, chiamiamole, varianti spesso raccontate con dovizia di particolari sui blog. Se volessimo proprio essere aderenti alla filosofia cinese e più generalmente, orientale, il concetto di massaggio andrebbe visto e vissuto in modo piuttosto estensivo, globale. Questo, però, assottiglia di molto, almeno nel concetto occidentale, il confine tra lecito e non lecito, soprattutto quando si tratti dei mercanteggiare sulla questione. Le Fiamme Gialle hanno posto i sigilli ad un noto centro massaggi per presunti reati riguardanti non solamente il fisco ma anche quelli di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Cosa accada dietro quelle vetrine fa parte oramai di un comune patrimonio di illazioni. I clienti loquaci si spingono a raccontare in privata sede ma non denunciano. Ci sono gli altri, e sono la maggioranza, che stanno zitti per comodita’, per tranquillita’ e proprio compiacimento, perchè no, e poi c’è qualche giornalista che ha portato in evidenza il fenomeno. Chi può, però, veramente intervenire a seguito di legittime indagini, è l’autorità, qualsiasi essa sia. In questo caso le Fiamme Gialle hanno fatto il loro dovere …ora vedremo se l’operazione avrà effetti e se ci saranno analoghi interventi. Ed ora i dettagli dell’operazione, così come descritti nella nota stampa emessa
dalla Guardia di Finanza: “Nella mattinata odierna i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal dr. Paolo Lauteri – G.I.P. presso il Tribunale di Udine, hanno posto i “sigilli” ad un noto centro di massaggi gestito da cittadini cinesi. L’operazione di servizio del Nucleo di Polizia Tributaria di Udine trae origine nell’ambito di ordinari controlli in materia economico-finanziaria finalizzati ad aggredire eventuali posizioni debitorie con il Fisco dove, prendendo spunto da annunci pubblicitari apparsi su quotidiani e siti web, si è risaliti all’attività commerciale quale potenziale soggetto economico appartenente al cosiddetto “sommerso d’azienda”. A seguito di appostamenti ed escussione in atti dei frequentatori del centro massaggi è emerso che le quattro ragazze dipendenti, tutte di origini cinesi, su precisa imposizione dei gestori del centro, sono state costrette nel tempo a prostituirsi, provocando i clienti affinché gli stessi non si accontentassero del solo massaggio, bensì fornire una vera e propria prestazione sessuale.Nel corso di una recente perquisizione del locale, nonché dell’abitazione dove le donne (dai 44 ai 25 anni) alloggiavano, è stata sottoposta a sequestro copiosa documentazione. Sono stati inoltre sequestrati circa 1.500 Euro in contanti nella borsetta in uso alla direttrice del centro. Le tariffe applicate alla clientela, appartenente ad ogni fascia sociale, da quanto appreso dei finanzieri udinesi, ammontavano a 150 Euro per ogni singola prestazione. Gli ordini della proprietà alle ragazze erano quelli di proporre servizi “extra” rispetto al semplice massaggio cercando di effettuare il maggior numero di prestazioni possibili. Da un riscontro preliminare della documentazione extracontabile, i finanzieri hanno potuto ricostruire la mole di incassi mensili del centro massaggi, stimato in circa 40 mila Euro, peraltro in un contesto fiscale di “nero”. A tre cittadini cinesi, gestori del centro massaggi, due donne ed un uomo, regolarmente residenti nel territorio nazionale, viene contestato dalla Procura della Repubblica di Udine il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Sono in corso ulteriori indagini finalizzate a configurare i reati di riciclaggio e violazioni penali tributarie.






