09/07/2024

IL comune di Treviso ricorre al pugno di ferro per complicare la vita a coloro che hanno scelto di farsi complici del gioco d’azzardo attraverso l’installazione delle slot machine, fenomeno divenuto controverso e pericoloso per la salute psichica e materiale delle persone a causa della proliferazione esponenziale di macchinette mangiasoldi.

Sono una quarantina le sanzioni elevate dagli agenti nel corso dei controlli effettuati nei giorni scorsi. I locali destinatari dei controlli sono stati una cinquantina tra bar, ristoranti, tabaccherie e sale slot. Oltre alla violazione dell’ordinanza sindacale e alla sanzione di 50 euro per il mancato rispetto degli orari imposti, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00, in alcuni casi gli agenti hanno riscontrato diverse violazioni alla normativa statale commerciale vigente.
manildo_giovanni                                                                                    Il sindaco di Treviso

“Le slot machine vanno limitate se non definitivamente eliminate dalle attività – dichiara il sindaco di Treviso Giovanni Manildo – il loro utilizzo ha prodotto effetti negativi anche nella nostra città”.

Parole confermate anche dal vicesindaco e assessore alla coesione sociale Roberto Grigoletto : “ Nel corso del 2016 gli agenti hanno svolto diverse attività proprio per prevenire questo fenomeno ed è stato formato del personale ad hoc. Per capire l’entità del problema è sufficiente pensare che la provincia di Treviso è al 19esimo posto per raccolta di denaro, pari a 894.00 euro pro capite. Inoltre rispetto alla spesa pro capite per gioco d’azzardo, la provincia di Treviso vanta una cifra di 1.086,00 euro pro capite, rispetto ai 1.400,00 euro della media nazionale. Cifre che escludono il gioco online e per questo sottostimate”.

Insieme al primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori, Manildo intende promuovere un incontro rivolto agli amministratori del Veneto per condividere delle azioni in grado di contrastare il fenomeno: “Bergamo è insieme a Treviso una città dove l’attenzione al tema è fortissima. E’ tempo che anche il nostro territorio agisca per promuovere delle azioni condivise”. Insieme a Manildo per affrontare il tema sono scesi in campo anche il segretario del Pd di Conegliano Andrea Barazzuol e Andrea Cereser sindaco di San Donà di Piave.

“Abbiamo chiesto alla polizia locale di censire le macchinette presenti sul territorio comunale: ne abbiamo contate in tutto 450. Troppe a mio avviso – sottolinea Manildo – Il giro di vite che abbiamo chiesto alla locale, oltre ai controlli prevede anche un inasprimento delle sanzioni, fino anche a 500 euro, per chi non dovesse rispettare gli orari”.

Per il sindaco però è necessario fare di più: “Stiamo usando tutte le armi a nostra disposizione. Credo però sia compito della politica, a partire dai Comuni, fare pressione affinché le cose cambino. Di qui l’incontro con Gori e gli amministratori che vorranno aderire a questa iniziativa”.

Manildo guarda con interesse anche alla proposta di Anci e del Presidente Antonio Decaro che prevde la riduzione del 30 per cento all’anno delle macchinette con la contestuale rottamzione progressiva delle altre e il dimezzamento del totale delle sale gioco dal 98.600 attuali alle 46mila previste.

E accanto alla repressione del fenomeno il Comune di Treviso lavora anche sull’impatto sociale.

Nel 2016, secondo i dati forniti dall’azienda socio-sanitaria i casi presi in carico, provenienti da tutta l’area servita dall’ex area Ulss9 sono stati 124: “I nostri servizi sociali sono molto attenti a questo problema e non appena ravvisano un caso si attivano e indirizzano la persona all’Ulss – dichiara l’assessore alla coesione sociale del Comune di Treviso Roberto Grigoletto – In città sono attivi servizi importanti organizzati dall’Ordine degli psicologi che siede anche al tavolo di Anci e dal Centro per la famiglia”.

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