18/05/2024

L’8 giugno, a Porcia, si è svolto il saggio finale di un percorso che, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia, ha entusiasmato scuole elementari e medie portando nel quotidiano e in scena il coraggio delle battaglie di famosi “disobbedienti” dall’antichità ai giorni nostri.
I no che hanno fatto la storia e i no che continuano a costruirla. Da tempi lontanissimi ai giorni nostri, dire di no ha significato molto, ha cambiato il corso degli eventi, ha aperto nuove prospettive insegnando che non sempre dire sì è l’unica strada, o la risposta migliore o la più giusta. Quante volte etichettiamo il rifiuto monosillabico come espressione di egoismo e quante volte non lo pronunciamo solo per paura del giudizio dell’altro, di non essere accettati e benvoluti e per non complicarci la vita. Diciamo sì, ma dentro pensiamo e sentiamo no. Lo hanno sperimentato con tanto impegno ed entusiasmo i circa 350 ragazzi delle scuole elementari e medie dell’Istituto Comprensivo Jacopo di Porcia e dell’Istituto Comprensivo Giovanni Cadelli di Roveredo in Piano e San Quirino, che dal mese di marzo hanno preso parte al progetto “I Care” sostenuto dalla Regione F.V.G. e che Molino Rosenkranz ha curato intrecciando percorsi artistici e formativi. Il titolo del progetto prende il nome dalle parole che Don Lorenzo Milani scelse di scrivere su una parete della propria scuola: “I Care” che in inglese significa “ci tengo, mi sta a cuore”, ossia difendo e sostengo un’idea, un pensiero, una persona, un modo di essere e di agire, anche se mettersi in discussione e opporsi alla volontà dominante costa coraggio, fatica e, talvolta, anche la vita.

Durante questi mesi di lavoro, sono stati fatti 3 incontri in ognuna della 16 classi aderenti, vale a dire 48 appuntamenti per introdurre e approfondire l’argomento e cimentarsi nei laboratori: teatrale, condotto da Luca Maronese e da Roberto Pagura che ha curato anche quello scenografico; laboratorio video condotto da Matteo Sabbadini e laboratorio musicale curato dal percussionista Stefano Andreutti.
La rielaborazione e la sintesi del percorso fatto si è tradotta nel saggio finale dell’8 giugno.
I giovanissimi 8 attori e 2 scenografi delle medie di Porcia, hanno presentato “Io ci sto” restituendo una prospettiva attuale e molto personale di 10 personaggi illustri del passato e della storia più recente: Spartaco, Ipazia, le Suffragette, Nazim Hikmet, Franco Basaglia, Don Lorenzo Milani, Malala e, toccando il nostro territorio e la nostra cultura, Domenico Scandella detto Menocchio, David Maria Turoldo e Alda Merini.
Il progetto ha fatto conoscere agli alunni anche altri testimoni che, di fronte a un’ingiustizia, hanno detto “no” . Nei giorni scorsi, infatti, è stato possibile ascoltare e confrontarsi online con lo scrittore Daniele Aristarco che nel suo libro “Io dico no” ritrae trentacinque famosi disobbedienti, dalle creature mitologiche come Prometeo a Felicia Bartolotta, la madre di Peppino Impastato ucciso dalla mafia, da Anna Politovskaja a Martin Luther King agli abitanti di Chambon-sur-Lignon.
L’auspicio di Molino Rosenkranz, dei partner del progetto I Care (Compagnia teatrale Don Chisciotte, Circolo Culturale Menocchio e Associazione Noi per Librolandia) e soprattutto dei ragazzi che hanno seguito il percorso e dato vita al lavoro finale è quella di poterlo condividere anche con le famiglie, gli insegnanti e con gli alunni di tutti gli Istituti aderenti presentando il saggio, tra settembre e ottobre, nelle scuole di Roveredo e San Quirino.

Sul sito di Molino Rosenkranz www.molinorosenkranz.it sono pubblicati, oltre alle foto del laboratorio teatrale, alcuni dei tanti commenti e le impressioni scritte a pugno dai ragazzi che hanno vissuto in prima persona questa emozionante esperienza.

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