26/09/2023

Con la loro presenza costante, i cormorani hanno fatto della laguna di Venezia uno dei loro habitat migratori favoriti. Fattore di per se non negativo ma che porta effetti collaterali seri. Gli esemplari di questo uccello pescatore in passato erano soliti arrivare qui dal Nord Europa per passare la stagione fredda, poi, circa una ventina di anni fa alcuni sono diventati stanziali e ora ci sono circa 250 coppie nell’area che va dalla Laguna Nord al delta del Po, la principale zona umida d’Italia.

Il motore restano comunque le migrazioni stagionali sempre più consistenti, negli ultimi anni il numero di cormorani in laguna è esploso, toccando qualche stagione fa il record di 11 mila tra indigeni e «migranti»: non c’entrano i cambiamenti climatici, ma solo la crescita delle colonie dei loro parenti dell’Europa settentrionale, che spingono i pennuti a spostarsi. A far gola a tante migliaia di becchi da sfamare sono i bacini per itticoltura estensiva della laguna, le valli da pesca.

Nelle peschiere invernali i pesci sono facile preda: il nero cormorano si tuffa e afferra il pesce con il becco uncinato, arriva a mangiarne tra i tre e i cinque etti al giorno. Se moltiplichiamo il pasto di un cormorano per i circa 7-8 mila esemplari contati dall’ultimo censimento, la situazione diventa è critica.

L’allarme è stato lanciato alcuni giorni fa dagli esperti di Confagricoltura, che chiedevano alla Regione un tavolo di confronto sull’aumento smisurato di alcune specie, prima che la situazione si aggravi come è successo con i cinghiali sui Colli Euganei. Il cormorano in realtà non è specie protetta ma non si può comunque cacciare se non con deroga provinciale alla legge nazionale. Ora con la Città metropolitana, la competenza è passata alla Regione ma non c’è stato nessun piano di abbattimento così per ora si usano bandiere e segnali acustici e luminosi per dissuadere i cormorani dalla pesca nelle aree di itticoltura. Per altro il problema non è di facile soluzione perchè sparare senza organizzazione sarebbe un palliativo, spiegano gli esperti che i cormorani volano per decine e decine di chilometri, non avrebbero difficoltà a spostarsi da un area all’altra. La soluzione sarebbe quella di agire almeno su scala regionale ed interregionale perché i cormorani del Nord Europa puntano al bacino dell’alto Adriatico e non conoscono confini.

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