26/11/2022

L’assessore della provincia di Udine Elisa Battaglia ritorna sull’argomento spinoso dei centri massaggio cinesi in seguito all’avvenuto sequestro dell’attività “Vita più bella” di Cividale del Friuli  investigata sulla base di segnalazioni provenute da cittadini e  nell’ambito della quale pare si svolgesse attività riconducibile alla prostituzione. L’assessore invita i cittadini a farsi sentinelle sul territorio in modo
che le autorità procedano a tappeto nelle verifiche a 360 gradi su questo fenomeno emergente ed endemico.
Così comunica l’assessore Battaglia attraverso un anota diramata dalla provincia:
 
“Plauso alle forze dell’ordine per il sequestro del centro messaggi cinese “Vita più bella” di Cividale del Friuli e un ringraziamento al cittadino grazie alla cui segnalazione è stata avviata l’attività investigativa”. Questo il primo commento dell’assessore provinciale alle politiche sociali Elisa Battaglia in relazione alle notizie sul sequestro della struttura che, nella città ducale, si spacciava per centro
massaggi ma in realtà svolgeva attività riconducibile alla prostituzione. “Si proceda – continua Battaglia – a controlli a tappeto di tutte queste strutture con verifiche a 360 gradi sul piano fiscale, igienico-sanitario, compreso quello inerente titoli e certificati di abilitazione.
Ho buoni motivi per ritenere, anche consultando i siti internet di queste strutture, proposte contenute, metodi di pagamento e prenotazione, che il sequestro di Cividale non sarà un caso isolato”.   Meno di un mese fa l’assessore Battaglia, alla luce del proliferare dei centri massaggi cinesi a Udine, aveva sollecitato verifiche a queste realtà rivolgendosi alla Prefettura, all’ispettorato del Lavoro, alla
Camera di Commercio e alle associazioni di categoria. Invito che si è tradotto in richieste formali trasmesse ai rispettivi vertici. Battaglia si rivolge ai friulani, sentinelle sul territorio. “Continuate a segnalare questi casi – conclude l’assessore – affinché emergano le situazioni irregolari, affinché il nostro territorio e chi svolge onestamente questa professione sia tutelato”.

Commentiamo che un intervento sistematico di controllo su queste attività andrebbe avviato. Le osservazioni dell’assessore in merito alle irregolarità sono legittime e non solamente se si parte dalla valutazione dei siti internet in cui questi centri si pubblicizzano.  I piani
fiscale ed igienico sanitario sono assolutamente da verificare come pure quello della certificazione anche se, su questo ultimo aspetto, il discorso si farebbe ben più articolato. La legislazione nazionale in Italia per quel che riguarda l’attività massoterapeutica è ferma  agli
anni venti ed è stata ampiamente superata dalla realtà. Secondo la normativa sarebbero medici e fisioterapisti gli unici deputati e certificati a svolgere tale tipo di attività e non si sa bene se le varie certificazioni rilasciate dalle regioni attraverso corsi e scuole abbiano
effettivamente valore legale ( c’è chi afferma che non valgono assolutamente nulla).  D’altro canto  ci sono istituti professionali privati di alto profilo in grado di prepare molto bene massoterapisti che poi sono costretti ad operare praticamente in condizioni di abusivismo o in  stato di esercizio abusivo della professione. Ma questa è una relaà che non tocca solamente i nuovi venuti (i cinesi) ma riguarda
migliaia di persone che esercitano seriamente una professione pur trovandosi sostanzialmente al di fuori
dei percorsi autorizzativi legalmente riconosciuti. Per quel che riguarda i cosiddetti Centri massaggi cinesi le ambiguità sono ben altre. Le coperture fino ad oggi sono probabilmente dovute anche all’omertà maschile (quella dei clienti). C’è anche da aggiungere un altro
quesito. Come mai un fiorire di centri anche al di là di una ragionevole prospettiva nel far quadrare i conti aziendali in relazione al mercato effettivo, alla domanda? è una domanda che può allargarsi anche ai mega empori, ai negozi e a ristoranti  sempre semi vuoti
gestiti da cinesi. Volendo per un attimo prestare il fianco alla…fantapolitica?… si potrebbe sospettare una sorta di presidio del territorio e dell’economia , un agire  strisciante, continuo, inarrestabile e soprattutto finanziato. Una sorta di conquista silenziosa che parte dalle
esauste  energie dell’imprenditoria nostrana, fiaccata dalla crisi e dalla sfiducia percui si cedono le armi all’apparire della famosa valigietta con la grana. Non sappiamo se si tratti di leggenda metropolitana ma non ci è dato di verificarlo per l’atteggiamento, anche in
questo caso, omertoso di acquirenti e venditori.

Share Button

Comments are closed.