26/09/2021

 “L’83% dei ragazzi che ha frequentato i 4 Istituti tecnici superiori del Friuli Venezia Giulia alla fine del percorso formativo ha trovato lavoro entro un anno dal diploma. Non è quindi un caso il fatto che il Presidente Draghi abbia citato gli Its nel proprio discorso d’insediamento e che la loro valorizzazione sia stata inserita all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale a Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen, a margine della presentazione dei risultati della “Indagine sul fabbisogno delle imprese e dei giovani in ambito tecnico scientifico” condotta da Rachel, la realtà nata dalla collaborazione tra Swg, Università di Trieste e Sissa, per supportare la Regione e le quattro Fondazioni che compongono il sistema degli Its regionali nella programmazione dell’offerta formativa e dei relativi interventi di sostegno.

Come ha rimarcato l’assessore Rosolen, l’analisi ha indicato che “nella nostra regione nell’anno formativo 2020-2021 sono stati attivati 23 corsi biennali e triennali, ai quali si sono iscritte 814 persone. Nel 2010 i corsi erano 4.

“La Regione crede fortemente negli Its, i quali nonostante i brillanti risultati in termini di occupabilità sono ancora troppo poco conosciuti – ha detto Rosolen – per questo motivo, già dallo scorso anno, abbiamo previsto una forte azione di sostegno”.

La ricerca, condotta su un campione di oltre 1.300 soggetti tra cittadini e imprese, oltre ad evidenziare un basso tasso di abbandono di tali percorsi formativi, rileva anche una forte propensione delle imprese ad assumere tecnici provenienti dagli Its. Un dato che non è limitato solo ai partner delle Fondazioni Its ma anche alle altre aziende: ben il 39% di un campione di 290

attività produttive ha dichiarato di essere interessato a inserire nel proprio organico, per il triennio 2021-23, giovani diplomati negli Its. Sempre in base ai dati della ricerca è emersa da parte dei diplomati Its una buona percezione del proprio potere contrattuale: infatti il 76% degli intervistati ritiene di poter facilmente cambiare lavoro nel caso lo desiderasse.

Lo studio ha inoltre ipotizzato che, per il triennio 2021-23, le competenze più richieste nei settori agroalimentare, manifatturiero, del sistema casa e delle tecnologie biomedicali saranno quelle legate alla conoscenza e all’utilizzo di impianti e macchinari specifici, per l’Ict le competenze informatiche, per la logistica quelle collegate a comunicazione e marketing e per il turismo quelle ai rapporti con fornitori e clienti.

Rosolen ha infine evidenziato che “il nuovo bando per l’anno formativo 2021/22 anticipa la prevista riforma nazionale degli Its, premiando le collaborazioni tra le Fondazioni e quelle con i parchi scientifici e i digital innovation hub, ma anche la coerenza con i fabbisogni delle imprese del Friuli Venezia Giulia rilevate da Rachel. La Regione punta infatti a far conoscere e valorizzare un sistema che ora deve essere rafforzato anche attraverso i fondi del Pnrr”.

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