19/09/2021

E’ in corso a Trieste fino al 22 luglio la nona edizione del congresso annuale dell’ISCH, International Society for Cultural History dedicato al tema “Gender and Generations”. In occasione del Congresso anche l’annuncio del vincitore del premio annuale ISCH al miglior saggio di storia culturale

l’International Society for Cultural History (ISCH), è una prestigiosa associazione cui aderiscono storici della cultura di tutto il mondo. Il Congresso, che viene ospitato ogni anno in un diverso paese del mondo – dalla Romania (2015) al Sud Africa (2014), dalla Turchia (2013) all’Australia (2009), per citarne alcuni. A Trieste sono riuniti , per tre intense giornate di studio ospitate nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, della Interpretazione e della Traduzione, un centinaio di storici di diversi paesi dai quattro continenti. Il congresso si concluderà con una tavola rotonda nell’Auditorium del Castello di Duino.

E’ una vera e propria Convention degli storici che lavorano nell’ambito della storia culturale, che si riconoscono nei suoi scopi e nei suoi metodi. “Il gioco intergenerazionale dei generi sarà l’oggetto della loro indagine e rappresentazione nel suo dispiegarsi attraverso ruoli, valori, memorie, racconti, pratiche, rituali, nelle relazioni di lavoro, attraverso i paradigmi del potere, negli spazi pubblici e privati, tra identità e corporeità” sottolinea la professoressa Gabriella Valera, responsabile scientifico del Convegno, che si svilupperà coralmente attraverso un centinaio d’interventi, lezioni magistrali di eminenti storici di fama internazionale e sessioni tematiche.

Genere e generazioni sono fortemente connessi, e non solo perché la percezione del genere è mutata con il passare del tempo, fluidificandosi, ma anche perché in questi ultimi anni, complice la crisi economica e la lotta per l’equiparazione dei diritti tra generi (femminile, maschile, gay, transgender), il divario tradizionalmente conflittuale tra generazioni e generi ha cambiato natura assumendo contenuti diversi e complessi.

“Con le tre giornate di studio di quest’anno – continua la prof.ssa – l’International Society for Cultural History (ISCH) intreccia i contenuti e i metodi della storiografia di genere con quelli delle storie dei giovani e delle culture giovanili, sollevando questioni che investono il rapporto con le fonti e lo specifico di una modalità storiografica che accetta la sfida del suo costante rimettersi in discussione.

Casi di studio e comparazioni possibili, tempi e culture diversi, ricchezza dei materiali storiografici e questioni metodologiche daranno vita a panel tematici e lezioni, godibili anche da un pubblico non specializzato, di illustri relatori”. Come Jonas Liliequist, professore presso il Dipartimento di studi storici, filosofici e religiosi dell’Università di Umeå (Svezia), che si concentrerà sul tema “Emotions Gender and generational Conflicts” (Emozioni, genere e conflitti generazionali), Guido Ruggiero, professore di storia all’Università di Miami, che discuterà di “Virtuous Women, Beastly Men, and Confused Boys: Gender and Generation in a Historian’s Decameron” (Donne virtuose, uomini bestiali e ragazzi confusi: genere e generazione in un Decamerone degli storici) e Alberto Mario Banti, professore di Storia Contemporanea all’Università di Pisa, che si focalizzerà su “Visual Paths to Gender and Generation. An analytical Exercise” (Percorsi visivi su genere e generazione. Un esercizio analitico). Ma che cos’è la storia culturale? “L’opposizione fra storia politica e storia culturale viene tematizzata nella seconda metà dell’Ottocento – racconta la prof.ssa Valera -.

Peter Burke, uno dei più eminenti storici culturali viventi, scrive che oggi è molto evidente come all’idea stessa di “società” vada sostituendosi l’idea di “cultura”. Oggi sono moltissimi i focus su cui la storia culturale accende il suo sguardo. Fra tutti vale la pena di ricordare la costante attenzione alla fisicità dei “corpi in movimento”, soggetti reali che si muovono in spazi concreti, più o meno perimetrabili, “visibili” e “posizionati”.

Il convegno intende ripensare proprio questa modalità con riferimento al genere (femminile, maschile, gay, transgender) e gli statuti di organizzazione del sociale che vi sono incorporati e connessi, o alle generazioni, nel loro movimento fra modelli educativi e cambiamento.

I lavori del Congresso si possono seguire anche su Twitter (#ISCH2016 e @ISCHistory).
Per il programma completo:

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