08/07/2024

«Imprenditori dinamici, ricchi di intuizione e di valore, ma con profilo piuttosto ‘low tech’, spesso nemmeno laureati. Accanto a loro le nuove generazioni di laureati in materie scientifiche e tecnologiche, di solito interessati a un posto fisso, anziché allo sbocco autonomo nel mondo dell’impresa». E’ il ritratto della situazione a nordest e in Friuli Venezia Giulia tracciato da Claudio Giuliano, fondatore e managing partner di Innogest Sgr, il maggiore fondo italiano di venture capital, preposto a sostenere l’avvio o la crescita di attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo sulla base di un patrimonio amministrato di 80 milioni di euro. I dati sull’accesso venture capital sono stati illustrati nell’ambito del convegno “Innovazione: per quale crescita?” che si è svolto a Pordenone per iniziativa dell’IRSE, l’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, evento culminante del 32° Corso di cultura economica sul tema generale “Riscrivere le regole”.

IRSE2Sold out anche per quest’ultimo e prestigioso appuntamento, introdotto dalla presidente IRSE Laura Zuzzi, al quale hanno preso parte studenti universitari e diplomandi, commercialisti, professionisti e amministratori. «Alle imprese del Friuli Venezia Giulia arriva annualmente il 6-7% dei fondi nazionali di venture capital: un sistema sottodimensionato rispetto al PIL del Paese e alla domanda di fondi che è ben superiore rispetto a quanto si riesce oggi a finanziare – ha spiegato ancora Claudio Giuliano. Quando l’imprenditorialità si coniuga all’high tech nascono casi di eccellenza che sanno mettere a frutto il venture capital con ricaduta per il territorio, come nel caso di Eurotech: esempi che sono spesso uno stimolo per l’evoluzione dell’imprenditoria.

Una ricetta per rilanciare l’innovazione delle imprese italiane? Certamente andrebbe defiscalizzata l’acquisizione delle piccole aziende sostenute dal venture capital: in questo modo tecnologia e innovazione potrebbero restare alla media-grande imprenditoria italiana anziché migrare verso le multinazionali». Sui temi dell’innovazione “non solo web”, dei concreti sostegni ai giovani e alle start up, del manifatturiero, e della cosiddetta Fabbrica 4.0 si sono confrontati con Claudio Giuliano, a Casa Zanussi, il ricercatore Roberto Romano, in forze all’Ufficio Studi CGIL Lombardia e l’imprenditore digitale Gianni Potti, presidente di Confindustria-Servizi Innovativi e Tecnologici, tutti coordinati e “provocati” da Roberto Siagri, l’imprenditore inventore friulano, presidente e amministratore delegato di Eurotech, riconosciuto ai massimi livelli per la sua lungimiranza e concretezza.

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