03/02/2023

Potranno essere presentati entro il 28 febbraio da enti pubblici e privati non profit delle province di Udine e Pordenone i  progetti di welfare della durata massima di un anno  che potrebbero beneficiare di un contributo sul bando dedicato da 600 milla euro che fondazione Friuli ha lanciato per la sesta volta.  Un bando concepito ed organizzato in collaborazione della regione Friuli Venezia Giulia e con il sostegno di Itensa San paolo, i cui contenuti sono stati presentati ai media nella sede regionale di Udine, con la partecipazione del vice governatore  e assessore salla salute  Riccardo Riccardi e del presidente di Fondazione , Giuseppe Morandini.

 Piace pensare che un piccolo contributo  a rendere la nostra regione terza in Italia per qualità del welfare, come indicato dalla recente indagine Unipol-Ambrosetti  , lo abbia dato anche noi di fondazione friuli – ha sottolineato Morandini – aggiungendo che “Molti progetti sostenuti dal bando in questi anni sono diventati strutturali .  Continuiamo a credere in idee innovative che vadano oltre l’assistenzialismo per garantire alle persone una qualità della vita il più possibile indipendente.

La Fondazione Friuli, in collaborazione con l’Istituto Jacques Maritain presieduto da Luca Grion, da alcuni anni ha attivato uno studio di valutazione delle ricadute e dell’impatto sociale dei progetti sostenuti. Dall’ultimo report,  condotto sui progetti finanziati nel 2021, emerge   che il 76% di essi ha coinvolto anche i familiari delle persone fragili a cui erano indirizzati. Il 52% dei progetti, poi, ha favorito l’accesso ai servizi socio-sanitari del territorio, a riprova della sussidiarietà delle iniziative del Terzo settore con il sistema pubblico. Punto strategico messo in evidenza dal rilevamento è, poi, il grado di innovazione che i progetti hanno saputo esprimere: il 76% ha sperimentato metodologie e approcci del tutto nuovi.

Tema al centro anche della riforma della Legge sulla Disabilità che da pochi mesi la   Regione ha adottato .   è superare l’assitenzialismo , l    sua  istituzionalizzazione e la pura logica prestazionale, per rispondere in  modo adeguato alla cuirsi dell’invecchiamento della popolazione  e della fragilizzazione collettiva. . L’assistenza tradizionale va ripensata e tarata su un sistema di welfare comunitario, dove prevalagono partecipazione, collaborazione, dialogoe  risposte condivise  tendenti al recupero della cura,  basata  sull’unicità  della persona  e della sua intrinseca relazionalità . Il bando di fondazione friuli  si pone l’obiettivo sussidiario  e non sostitutivo degli enti preposti al welfare  di favorire sperimentazioni fondate su strategie della salute comunitaria, possibilmente innovative. Il bando premierà iniziatve   nella cura delle persone anziane, di inclusione ,  servizi  di prossimità e a sostegno di una vita indipendente e di autonomia abitativa, i serivizi domiciliari, di integreaizone sociale  e reiserimento lavorativo, progetti di prevenzione dell’isolamento e solitudine, dei comportamenti a rischio per bambibi e adolescenti, del  welfare familiare fino alla riqualificazione dei luoghi di comunità per arginare il degrado sociale e ambientale.

Il Bando Welfare di comunità di quest’anno è stato eccezionalmente anticipato da un ulteriore fondo da 300mila euro, ideato dsa fondazione friuli  in collaborazione con le Prefetture e affidato alle Caritas diocesane di Udine e di Concordia-Pordenone per contrastare le conseguenze del caro vita sui più deboli:

  “Grazie alla proficua collaborazione con Fondazione Friuli, la Regione ha permesso il concretizzarsi di progetti, spesso innovativi e apripista, dedicati a persone fragili e a persone con disabilità e alle loro famiglie – ha commentato il vicegovernatore e assessore con deleghe alla Sanità e alla Disabilità del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi -. L’alleanza tra istituzioni e tra istituzioni e realtà del Terzo Settore, dimostra ancora una volta la bontà di iniziative realizzate in maniera congiunta, finalizzate ad attivare percorsi capaci poi di sostenersi in maniera autonoma. Un traguardo importante, che parla di civiltà, responsabilità e della consapevolezza che ognuno di noi, dalle istituzioni al singolo cittadino, deve far propria per perseguire insieme il bene comune”.

“Siamo orgogliosi di essere anche quest’anno a fianco della Fondazione Friuli per contribuire alla crescita del territorio in termini non solo economici, ma anche di solidarietà, inclusione e assistenza alle persone svantaggiate – ha dichiarato Francesca Nieddu, direttrice regionale Veneto est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo -. Il Friuli Venezia Giulia ci sta molto a cuore e qui la nostra banca è storicamente radicata; continueremo, pertanto, a dare un sostegno reale alle situazioni di fragilità e disuguaglianza, mettendo a disposizione di famiglie e imprese strumenti concreti e soluzioni mirate”.

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