13/05/2024

“Siete le nostre antenne sul territorio, le persone che per prime si attivano per noi se succede qualcosa di drammatico, come nel caso del terremoto di quarant’anni fa, e a questo contatto continuo e costante teniamo ancora di più oggi che affrontiamo le sfide della nuova emigrazione, costituita per lo più da nostri giovani che cercano di sviluppare le loro professioni all’estero e che trovano spesso come primo contatto e aiuto proprio quello dei Fogolârs anche in posti, paesi e metropoli difficili dove una mano tesa al primo arrivo può fare la differenza”.
Queste le parole del presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, durante la tavola rotonda di sabato, una delle iniziative preparate per l’Incontro Annuale dei Friulani nel Mondo, che si è concluso domenica.

Alla tavola rotonda, coordinata dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia Cristiano Degano, hanno partecipato presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Adriano Luci, sono intervenuti Don Duilio Corgnali, Coordinatore della Commissione Diocesana per il 40° del terremoto; Roberto Dominici, già Assessore regionale alla ricostruzione nel 1976; Edi Snaidero, Presidente e A.D. Gruppo Snaidero; Fabio Di Bernardo, presidente dell’’Associazione dei Comuni terremotati e dei sindaci della Ricostruzione del Friuli.
Al dibattito hanno preso parte anche tre giovani legati ai recenti Fogolârs Furlans: Cristina Lambiase del Fogolâr Furlan di Pechino, Ottaviano Cristofoli del Fogolâr Furlan di Tokyo e Tacio Alexandre Puntel del Fogolâr Furlan di Sobradinho (Brasile).

Domenica, Muris ha ospitato l’ultima giornata del 13° Incontro dei friulani nel mondo e oltre 700 corregionali emigrati hanno partecipato alla messa celebrata dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato. Il Corpo bandistico “I Cjastinârs” e i cori parrocchiali di Muris e San Pietro hanno fatto da cornice musicale all’evento.
monumento emigrante donato dai fratelli Mario e Manlio Collavino (Small)
Prima della celebrazione è stata deposta una corona al Monumento all’Emigrante, realizzato e donato nel 2011 dai fratelli Mario e Arrigo Collavino, celebri imprenditori originari di Muris, poi emigrati a Windsor in Canada.

Mario Collavino visibilmente commosso, ha sottolineato la sua felicità per la decisione dell’Ente Friuli nel Mondo di radunare i corregionali emigrati come lui nel suo paese natio.
ll Monumento all’Emigrante è stato realizzato dallo scultore Renato Blasutta, anch’egli friulano ed emigrato in Francia, per conto dei fratelli Mario e Valentino (Arrigo) Collavino.
IMG_4417 (Small)

Mario Collavino, originario di Muris di Ragogna in Friuli Venezia Giulia, è l’emblema del “self made man”, essendo riuscito a costruire un impero praticamente dal nulla. Vanta uno straordinario curriculum quale costruttore di opere prestigiose oltreoceano, dai ponti ai grattacieli. Mario si aggiudicato nel 2007 dal Governo U.S.A. l’incarico prestigioso per la costruzione della Freedom Tower al Ground Zero di New York, sul sito ove sorgevano le Torri Gemelle del World Trade Center.

Al termine della messa il presidente dell’ente, Adriano Luci, ha ringraziato i tanti presidenti e soci giunti da tutti i continenti, in rappresentanza dei 157 Fogolârs Furlans, per incontrarsi in questa speciale occasione. “L’Ente Friuli nel mondo – ha sottolineato – ha 63 anni di storia che continuerà. Noi qualsiasi cosa succeda saremo sempre al vostro fianco”.

Il sindaco Alma Concil ha fatto gli onori di casa: “Voi avete aiutato il vostro Friuli e siete i depositari dei valori che ci contraddistinguono ovunque nel mondo”.
Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, ha sottolineato quanto fatto dai friulani nel post terremoto del ’76, per il loro Friuli e per la ricostruzione. Una pagina importante della nostra storia regionale.
Anche il consigliere regionale Paride Cargnelutti è intervenuto ricordando che questo difficile momento storico, contrassegnato dal terrorismo, si può superare recuperando i valori. Quei valori che i friulani all’estero incarnano e per cui si fanno voler bene ovunque vadano nel mondo.

Dopo la mattinata a Muris tutti i friulani si sono riuniti per il pranzo sociale a Majano, ospitati dagli spazi dell’azienda Snaidero che per l’occasione ha allestito uno showroom con l’ampia gamma di Cucine Snaidero dove vengono ripercorsi i 70 anni di attività dell’azienda. Snaidero ospita per la prima volta nella propria sede di Majano un evento esterno
L’iniziativa nasce da uno spirito condiviso di orgoglio e grande appartenenza al territorio friulano, dove affondano le radici dell’azienda che, giunta al suo 70° anniversario, è rimasta dov’è nata.

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