27/09/2022

Con un sorprendente ritratto di Giacomo Leopardi, arriva domani al Teatro Verdi di Pordenone, alle 20.45, in esclusiva regionale, Corrado Augias, uno dei più famosi giornalisti italiani, scrittore e conduttore televisivo, in questa occasione protagonista sul palcoscenico della rassegna “Storytellers” inserita nella programmazione del Comunale. Con lui in scena Marta dalla Via e l’accompagnamento alla chitarra di Stefano Albarello. Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera organica filosofia. Un esempio di questa iniziale sottovalutazione sta nel fatto che il suo Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani, scritto da un Leopardi ventiseienne nel 1824, sia stato pubblicato solo nel 1905.
I giudizi che il poeta dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria. Ne sono esempio la due famose composizioni patriottiche “All’Italia” e “Per il monumento di Dante”. Partendo da questi versi, Augias ha montato un testo che consegna un ritratto sorprendente di Giacomo Leopardi, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola vera realtà. In un itinerario leopardiano non potava mancare la musica che fu per Giacomo un fondamento della sua immaginazione e creatività letteraria. Proprio per essere fedeli al tempo e allo stile il commento sonoro è tutto dell’epoca. Dalla canzonetta popolare alla romanza sono rappresentati stili e generi degli autori che in parte lo stesso Leopardi ascoltò in prima persona. Ecco allora aprire l’itinerario musicale Rossini per poi passare ad uno stornello dei primo dell’ottocento romano, a Gaetano Donizetti, almondo dei canti risorgimentali, per finire sulla “belliniana” “Fenesta ca lucive”.
Il repertorio presentato per canto e chitarra romantica (Albarello suona una rara chitarra del 1830), accompagna i momenti della poesia e del racconto di Augias con brani di grandi autori e virtuosi dello strumento quali Napoleon Coste, Jose Vinas e Mauro Giuliani.

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