13/05/2021

Il Giorno del ricordo, la cui ricorrenza si è celebrata il 10 febbraio, è un evento che abbiamo bisogno di far conoscere sempre di più ed è per questo che la presenza delle istituzioni è importante, in opposizione anche al ripresentarsi di rigurgiti negazionisti che vanno condannati con forza.
Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in occasione della cerimonia tenutasi al monumento nazionale della Foiba di Basovizza nella ricorrenza del Giorno del Ricordo.
“Le istituzioni – ha aggiunto Fedriga – devono alzare una barriera di dignità, ricordando quella verità storica sui drammi – per troppi anni dimenticati – che i popoli di queste terre hanno vissuto”.
“Su questo la Regione Friuli Venezia Giulia vuole fare la propria parte. Non siamo disposti, infatti, a retrocedere rispetto a una posizione che pretende con chiarezza la verità”.
“Per questo dobbiamo ringraziare il Presidente della Repubblica Mattarella che proprio in questi giorni ha sottolineato quanto sia colpevole il negazionismo”.
“È venuto il momento che le istituzioni italiane si scusino per tutti i decenni nei quali si sono girate dall’altra parte e per ‘realpolitik’ hanno sminuito, negato e tralasciato i drammi che si sono verificati nei nostri territori”.
“Il nostro Paese – ha esortato Fedriga – deve mettersi in discussione per le posizioni del passato che hanno visto addirittura consegnare una onorificenza a Tito. Oggi chiediamo
una presa d’atto e l’abrogazione immediata della norma che ha reso possibile questo scandalo. La Regione farà pressione verso il Parlamento affinché si proceda, senza più esitazioni, in questa direzione”.

E nel giorno del ricordo nache le riflessione dell’altra massima carica regionale, il presidente del consiglio, Pier Mauro Zanin.
“Le vittime delle atrocità troppo spesso legate ai totalitarismi non hanno colore e confine ma le urla di dolore trasmesse dal loro forzato silenzio le accomunano in un unico, profondo invito alla pacificazione, che può finalmente contribuire a comprendere tutte le ingiustizie, trasformando in carica evolutiva quei rancori tramandati di generazione in generazione È
infatti giusto rammentare per non ricadere in quell’odio utilizzato per dividere quando, al contrario, il ricordo e la memoria devono essere vissuti come un passo decisivo verso l’Europa dei popoli e non delle ideologie.
“Per decenni i morti delle Foibe sono stati derubricati, costretti quasi alla clandestinità mediatica e perfino negati dalla nebbia storica. Questo non accade più e mai più dovrà accadere per qualsiasi tragedia, affinché sia chiaro a tutti – conclude il presidente del Cr Fvg – che non c’è differenza tra sangue di vinti e vincitori quando a perdere al cospetto degli orrori è sempre l’umanità intera”.

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