24/05/2026


È stato presentato oggi pomeriggio, nel corso della Commissione Cultura del Comune di Udine, l’iter percorso fino ad ora per la candidatura dei siti protostorici del Friuli al riconoscimento UNESCO. Al centro dell’attenzione il sito del Castello di Udine, come parte di un sistema più ampio che coinvolge numerose realtà archeologiche del territorio.

Il percorso, ancora in fase preliminare, è frutto di un lavoro congiunto che coinvolge 17 comuni friulani, con Sedegliano come comune capofila, oggi riuniti in una rete di amministrazioni in procinto di diventare una vera e propria fondazione, anche con il coinvolgimento della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Università di Udine e della Soprintendenza per dotarsi di uno strumento giuridico stabile e condiviso nella gestione dei siti e dei progetti connessi.

Durante la seduta sono intervenuti Federico Pirone, assessore alla cultura del Comune di Udine, Debora Donati, sindaca di Sedegliano, e Luca Occhialini, presidente di Banca 360, che ha confermato la volontà di partecipare attivamente al progetto realizzando una sede museale dedicata alla protostoria friulana, presso la sede di Basiliano.

Il lavoro per la redazione della scheda di candidatura è stato affidato dal Comune di Udine alla Fondazione LINKS. Lo studio sarà concluso entro novembre e rappresenterà la base tecnica per il successivo inserimento nella Tentative List UNESCO, in vista di una presentazione formale della candidatura nel settembre 2026.

Secondo quanto emerso anche dai recenti incontri con i referenti del Ministero della Cultura, si sta valutando una candidatura di dimensione transnazionale, compatibile con la natura diffusa del patrimonio archeologico coinvolto. Tale impostazione comporta tempi più corti, ma è considerata necessaria per garantire maggiore solidità e riconoscibilità internazionale al progetto.

Siamo impegnati per creare le migliori condizioni affinché questo progetto di territorio si possa realizzare – ha dichiarato l’assessore Pirone –. È un lavoro complesso, che richiede un doppio livello di azione: da un lato il rafforzamento della rete tra comuni e istituzioni, dall’altro il consolidamento verticale degli strumenti di studio, pianificazione e presentazione necessari per affrontare il percorso UNESCO, che è lungo, articolato, e che richiede una forte visione comune”.

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