24/02/2024

L’importante è trovare un colpevole, soprattutto riuscire ad accusare gli altri. Le accuse sembrano rimbalzare con titoli dedicati al Lockdown della Slovenia per Covid e della chiusura dei confini con la nostra regione e la Croazia perché considerate Zona Rossa.

Il nuovo decreto emanato dal governo sloveno per il contenimento dell’epidemia di Coronavirus, ha bloccato i valichi di confine da lunedì e creato punti di controllo all’interno del loro Paese, indicando la causa nel deterioramento della situazione epidemiologica nei Paesi limitrofi, con la possibilità di un picco di contagi d’importazione. Per quanto riguarda la Lista Rossa dei Paesi a rischio, sono state inserite Croazia e Italia, quindi anche la regione Friuli Venezia Giulia.  

L’incidenza dei contagi nelle ultime due settimane in Slovenia è di 547,45 su 100.000 abitanti, il portavoce del governo ha invitato i cittadini a intraprendere viaggi solamente se urgenti, da regione a regione o all’estero. Janez Cigler Kralj, il ministro del lavoro sloveno, ha dichiarato che la situazione nelle case di riposo è seria, ma non critica. Per quanto riguarda i genitori che non potranno recarsi al lavoro perché costretti ad accudire i loro bimbi, il Ministro ha precisato che sarà loro assegnata un’indennità pari all’80 % della retribuzione. Il premier Janez Janša  ha emanato le nuove ordinanze per contrastare la diffusione dell’epidemia di coronavirus. Queste prevedono il blocco per una settimana di tutte le attività non urgenti, in pratica un Lockdown, al termine del quale il governo valuterà gli effetti. 

In Slovenia è prevista la chiusura di ristoranti, alberghi e centri commerciali, saloni di parrucchieri, piscine, cinema, teatri, centri culturali, casinò e autolavaggio. Resteranno aperti soltanto i negozi per generi di prima necessità. Chiusura degli asili e case dello studente. Restrizioni al servizio di trasporto pubblico. Allo studio anche interventi, come il divieto di spostamento tra i comuni. Anche la regione costiero-carsica è zona rossa e di conseguenza è in vigore l’obbligo delle mascherine protettive anche all’aperto, oltre alla chiusura dei locali pubblici e dei centri fitness. Dalla scuola elementare Dante Alighieri di Isola comunicano che da venerdì scorso, sono chiuse per quarantena quattro sezioni dell’asilo.

Secondo quanto disposto, nelle zone a ridosso del confine, abitate per lo più dalla comunità italiana in Slovenia, c’è la limitazione agli spostamenti. Chi ha la casa da una parte e lavora dall’altra del confine, con i permessi di lavoro non dovrebbe avere problemi, ma ci sono anche quelli che non lavorano in Italia ma hanno parenti da una parte e dall’altra, terreni o case a proprietà, impegni che li portano a varcare il confine per portare avanti gli impegni giornalieri. Con il certificato del datore di lavoro, si potrà superare il confine senza difficoltà e probabilmente la polizia slovena non riuscirà a bloccare i continui passaggi versoil Friuli Venezia Giulia, di passeur con immigrati clandestini, oltre ai traffici illeciti come i cuccioli di animali per esempio.  

I numeri di contagi e i ricoveri in terapia intensiva in Slovenia sono duplicati, se non triplicati o peggio. I nuovi infetti e i ricoveri in terapia intensiva, possono essere legati ai contagi di 10-14 giorni prima, quindi ci possiamo aspettare, nei prossimi giorni, un ulteriore aumento.

In Slovenia è in vigore, già da lunedì 19 ottobre, lo stato di epidemia che al momento durerà per 30 giorni.  Il premier Janez Janša, per contrastare la diffusione del coronavirus, ha istituito anche il coprifuoco notturno dalle 21 alle 6 per cui è vietato uscire se non per andare a lavorare. Tutte le scuole, elementari escluse, proseguiranno le lezioni a distanza. Vietati i matrimoni, le cerimonie e i riti religiosi, chiusi anche i musei e le associazioni culturali.

Tutta la Slovenia si può considerare Zona Rossa, ma qualcuno parla di chiusura dei confini a ovest, sud ed est, per paura di contagi d’importazione. 

Come precisato dal Sindaco della città di Gorizia, Rodolfo Ziberna, nell’intervista, la situazione attuale dei rapporti con Nova Goriza è molto diversa rispetto a Lubiana. 

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