23/05/2026

di GFB

Con una dotazione di 600 mila euro, da suddividere in singoli progetti finanziabili fino a 15 mila euro con copertura al 75 per cento, il bando istruzione per l’anno 2026 è stato presentato dalla Fondazione Friuli nella sua sede di Udine, a Palazzo Antonini-Stringher che nell’occasione ha tirato le somme del bando 2025, con 106 progetti finanziati. Il nuovo bando, nel ricalcare le linee dei precedenti, è diretto a potenziare l’attività didattica e la sperimentazione di modelli formativi innovativi del sistema scolastico nei territori della ex province di Udine e Pordenone, con particolare attenzione per la mobilità internazionale, il doposcuola, il miglioramento delle competenze motorie e i percorsi per il benessere di classe di scuola. Le domande di contributo possono essere presentate entro il 20 marzo sia da parte di scuole pubbliche che paritarie. La continuità di questa iniziativa, resa possibile grazie alla sinergia con Intesa San Paolo, ci permette, -ha sottolineato il presidente della Fondazione Bruno Malattia- di confermare la prioritaria missione di investire nel capitale umano come pilastro del futuro, coniugando innovazione didattica, inclusione e crescita globale dei giovani. L’avvocato Bruno Malattia ha invitato i progettisti a ragionare sempre più in termini di obiettivi precisi e misurabili, per dare concretezza agli investimenti della Fondazione sul territorio.

Durante la conferenza spazio è stato dato a due testimonianze di concretezza progettuale sostenuta dalla Fondazione Friuli , che hanno ricevuto il plauso dei presenti. Il primo, quello del Liceo Scientifico Statale “Nicolò Copernico ” di Udine, è stato presentato dal dirigente Paolo De Nardo, insieme alle professoresse Marta Deganutto e Antonella Iannotta, referenti di un’azione partita da un partecipato sondaggio voluto dagli studenti la cui metà indicava che parte del loro non star bene derivava dalla scuola. Quindi, partendo dal principio condiviso che sono i rapporti positivi tra compagni che creano benessere, si è pensato di rafforzare e promuovere nelle classi prime la formazione alle buone relazioni tra studenti- ha detto la professoressa Deganutto- costruendo la consepevolezza nei linguaggi, per renderli inclusivi, non ostili e comportamenti empatici ed accoglienti. Nelle classi seconde si è puntanto, invece, sul benesse verso sé stessi e verso il proprio corpo, alla ricerca di un equilibrio che allontani il rischio di dissonanze cognitive provocate da ossessivi input e miti esterni, che possono condurre a psicosi che aprono le porte a disturbi del comportamento alimentare, con esisti gravi se non letali. Il liceo Copernico di Udine – ha aggiunto Paolo De Nardo- ha ampliato gli spazi di incontro pergli studenti oltre la didattica, con teatro, musica, circo, per sollecitare il protagonismo dei giovani. Mentre Antonella Iannotta si è soffermata sul Copernipeer, un servizio peer-tutoring richiesto dai giovani, ovvero momenti di ascolto extradidattici sulle problematiche adoloscenziali con relativi suggerimenti su come affrontarle.

Il secondo esempio progettuale dal liceo Scientifico “Le Filandiere” di San Vito al Tagliamento, attraverso le parole della dirigente Carla Bianchi e delle docenti Monica Rossit e Licia Nonis.”Il Ponte formativo globale da San Vito a Capetown e ritorno”, così si intitola il progetto, porterà in soggiorno studio in Sudafrica una ventina di studenti che, ospitati in nuclei familiari, vivranno esperienze in vari ambiti compreso il volontariato sociale e l’allenamento linguistico, in un contesto lontano da quello europeo e non privo di contraddizioni.

L’imporanza del bando istruzione di Fondazione Friuli, in quanto strumento che contribuisce alle strategie per una scuola più moderna, inclusiva e attenta ai bisogni di giovani e famiglie, è stata rimarcata da Mauro Pantanali dirigente territoriale dell’Ufficio Scolastico Regionale, mentre per Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e FVG di Intesa San Paolo, il futuro si costruire sui giovani e sulla loro formazione, ma anche accompagnandoli in un percorso universitario sostenibile, con strumenti adatti come il prestito d’onore, con possibilità di restituire il debito a partire da due anni dopo la fine del ciclo di studi e con diluizione fino a 30 anni.

L’assessore regionale al lavoro Alessia Rosolen, assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, univesita e famiglia del Friuli Venezia Giulia ha ribadito che il fatto di sotenere direttamente ogni anno con 90 milioni di euro il sistema scolatico regionale, indipendentemente dall’attuazione del titolo quindo della costituzione, significa esercitare lo spazio dell ‘autonomia, rispondendo alla richiesta di inclusione, sostegno alle famiglie, ai percorsi formativi, al miglioramento delle competenze motorie, quindi lo sport, e di innovazione sociale e alla sperimentazione, in particolare liguistica. A noi interessano i contenuti più che i contenitori ha concluso l’assessore Rosolen, e su questo ci misuriamo grazie ad un sistema scolastico che in FVG è portato avanti magistralmente da coloro che ne fanno parte.

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