30/03/2026

A conclusione del dibattito, la Terza Commissione del Consiglio regionale del Il Friuli Venezia Giulia, competente in materia di sanità, ha bocciato una regolamentazione propria sul suicidio medicalmente assistito, in riferimento alla proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito” dell’associazione Luca Coscioni per «procedure e tempi certi» nell’applicazione della sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale in tema di fine vita.

A margine della decisione, l’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi osserva con preoccupazione il dibattito che si è sviluppato, dando per scontato che l’aula regionale possa arrogarsi il diritto di legiferare su una materia come il fine vita. Su un tema di tale complessità potrebbero esserci una ventina di approcci diversi, quante sono le regioni italiane.

“Penso ci siano sedi in cui questi temi non devono essere affrontati ma ritengo profondamente giusto invece che queste sedi stimolino coloro che hanno la responsabilità di prendere delle decisioni che in questo momento non sono state prese” ha aggiunto Riccardi.

Riferendosi agli interventi di alcuni consiglieri, Riccardi ha considerato irricevibile “la semplificazione per cui chi affronta questo tema dà una risposta civile e quindi di conseguenza, per proprietà transitiva, chi non lo fa è incivile”. Elaborata e promossa dall’Associazione Luca Coscioni, presentata nel 2023 e dichiarata ammissibile dalla Commissione di garanzia per i procedimenti referendari, la proposta si pone l’obiettivo di definire il rispetto e la diretta applicazione a ruoli, procedure e tempi del Servizio sanitario regionale di verifica delle condizioni e delle modalità di accesso alla morte medicalmente assistita.

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