27/02/2024

«L’auspicio è un’adesione massiccia alle vaccinazioni in farmacia. Il sistema, del resto, ha  dimostrato grandi capacità sul fronte delle prenotazioni, ponendosi di fatto di gran lunga al  primo posto per appuntamenti effettuati». Lo dichiara Federico Debiasio, presidente del  gruppo Medicali e Farmacie di Confcommercio provinciale di Udine, alla vigilia del  coinvolgimento della categoria nelle somministrazioni anti-Covid. «Il ruolo del farmacista oggi  è posto sotto i riflettori, come mai sino ad ora – spiega – e le aspettative che vengono riposte  nei nostri confronti sono molto ambiziose; dovremo mettere in campo professionalità e umanità  che ci contraddistinguono in modo da fornire un contributo importante dal punto di vista  numerico, decisivo in questa campagna contro il virus».

Debiasio sottolinea come la farmacia «si sta affermando sempre più presidio fondamentale del  Sistema sanitario e ha un potenziale che potrebbe risultare indispensabile nell’offerta di servizi  sanitari al cittadino, soprattutto nelle zone rurali, laddove rappresenta spesso l’unico punto di  accesso alla salute». «Non tutti hanno gli strumenti e la disponibilità logistica per sviluppare  nuove offerte e questo è un problema che dovrà essere affrontato seriamente, al di là  dell’emergenza che oggi ci vede coinvolti – prosegue il presidente –. Ma in questo momento la  sfida diventa una svolta epocale: anche i farmacisti sono tra i diretti protagonisti di  un’operazione mai così importante. L’accordo quadro nazionale, siglato lo scorso 29 marzo tra  Federfarma, Assofarm, Governo, Regioni e Province Autonome, prevede che tutti noi dobbiamo  seguire un corso dell’Istituto superiore di sanità per essere abilitati alla vaccinazione e ciò avrà  conseguenze enormi sugli sviluppi futuri della professione. Fare il farmacista non sarà più lo  stesso; saranno previste competenze che sfociano in ambito medico/infermieristico e molti  colleghi ritengono che il ruolo storico che abbiamo sempre avuto, legato all’ambito della  dispensazione del farmaco, verrà snaturato, ma non lo andrà a sostituire. Avremo  semplicemente un compito ancora più complesso e completo nell’ambito della gestione del  farmaco. D’altronde, la pratica della vaccinazione in farmacia è già una realtà in gran parte dei  Paesi europei».

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