09/07/2024

iL  Forum dell’Euroregione Aquileiese (FEA), organizzato per la dodicesima volta  dall’associazione Mitteleuropa presieduta da Paolo Petiziol,  è riuscito a portare a Udine sul terreno del confronto diretto due alti rappresentanti dell’Ucraina e della Russia, davanti ad una nutrita e selezionata platea di livello internazionale, formata da molte autorità politiche ed istituzionali. Presenti sei ambasciatori, consoli generali, funzionari governativi di almeno 11 paesi. Per la Regione Friuli Venezia Giulia hanno partecipato i massimi esponenti, Debora Serracchiani e Franco Iacop.

Bollente, ed era prevedibile, Il panel principale del Forum, che ha visto gli ambasciatori di Russia ed Ucraina confrontarsi sul tema delicato dell’Europa ma, soprattutto sulla spinosa questione della guerra in Ucraina.

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“Una road map per chiarire chi, quando e come trasformerà la tregua tra Russia e Ucraina in una pace stabile.” A invocarla è l’Ambasciatore d’Ucraina in Roma Yevhen Perelygin durante il secondo panel del XII Forum dell’Euroregione Aquileiese.

“Abbiamo 43mila chilometri quadrati sotto occupazione russa e il conflitto ha causato oltre 10mila morti, di cui 8mila civili: stanti queste premesse, mi viene difficile utilizzare toni morbidi quando parlo delle relazioni tra il mio Paese e Mosca.”

“La Russia – prosegue Perelygin – deve impegnarsi a liberare la penisola dall’occupazione militare e a interrompere il rifornimento di equipaggiamento militare ai separatisti: solo così potremo dare seguito alle premesse impostate con il Protocollo di Minsk.”

“Mi chiedo dunque se l’annessione della Crimea rappresenti un contributo alla stabilità europea o se sia invece un atto unilaterale, contro la volontà dell’Ucraina di abbracciare valori occidentali quali, in primo luogo, la democrazia.”

Di diverso avviso Alexander Lukashevich, Ambasciatore permanente della Federazione Russa presso l’Osce.

“Non è in corso alcuna occupazione. Si tratta piuttosto del semplice diritto all’autodeterminazione di un popolo e non vi è alcuna prova della presenza di militari russi in terra ucraina. Quella del mio collega – taglia corto l’Ambasciatore russo – è propaganda propria di chi vuole impedire un processo di indipendenza con l’imposizione di politiche euroatlantiche. Ciò che serve è invece una più ampia visione geopolitica che guardi all’Europa nel suo insieme, ben oltre i soli Paesi che compongono l’Unione.”

“La questione va inquadrata in un contesto ben più esteso di rapporti tra Occidente e Russia – conclude il Segretario Generale -, con quest’ultima che, dopo la Guerra Fredda, è ancora in attesa di una legittimazione de facto come potenza mondiale e non come semplice attore, ancorché di primo piano, regionale. Il fatto poi che il conflitto sia ‘ibrido’, nel senso che non vede coinvolti due schieramenti contrapposti facilmente identificabili, è segno ulteriore di quanto alta sia la temperatura e di quale sia il rischio concreto di incidenti. L’Osce è comunque in prima fila per monitorare le elezioni nel Donbass, e in tal senso ho già avuto un incontro con il presidente ucraino Poroshenko per valutare l’invio di osservatori.”

Nei prossimi giorni euroregionenews renderà disponibili le registrazioni in audio integrali del panel e di alcuni altri importanti momenti del Forum.

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