26/09/2021

Da “uomo senza fucile” – come si definì nella sua autobiografia di vent’anni fa – Giandomenico Picco da Flaibano vinse la guerra degli ostaggi in Libano. Ma ora si trova disarmato di fronte all’Alzheimer, chiuso in una clinica americana che non è più in grado di pagare.

E le parti si ribaltano: a cercare di liberarlo, riportandolo nella sua terra d’origine, sono le tante persone che l’hanno apprezzato. A cominciare dai 47 sindaci, dai 22 consiglieri regionali, dai 7 parlamentari, dai 7 rappresentanti di enti e categorie e dai 25 cittadini che hanno firmato con convinzione l’appello al premier Draghi per concedere all’ex diplomatico, oggi 72enne, i benefici economici della legge Bacchelli.

È stato il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, a guidare il fronte degli amministratori. Ed è sempre lui a firmare la lettera che riassume al presidente del Consiglio dei ministri l’esito della sottoscrizione, terminata il 31 luglio con quelle 108 firme, e l’urgenza di trovare una soluzione.

Dopo aver ricordato che “Gianni” Picco – il negoziatore dell’Onu che per la sua opera di mediazione ricevette medaglie dal segretario generale Kofi Annan, da George Bush senior, dalla regina Elisabetta e dal presidente Scalfaro – soffre da tre anni del morbo di Alzheimer e si trova da più di un anno ricoverato in una casa di cura “la cui retta non è compatibile con le sue

attuali condizioni economiche”, Zanin illustra a Draghi l’iniziativa partita dal Friuli, terra di origine dell’ambasciatore. “Ho sentito l’obbligo morale – scrive il presidente dell’Aula – di farmi parte attiva affinché uno dei nostri figli illustri possa trascorrere serenamente l’ultimo periodo della sua vita nella sua terra natale”. L’iniziativa prende spunto dalla raccolta fondi avviata dalla giornalista Usa Sulome Anderson, figlia di Terry Anderson, uno dei tanti ostaggi catturati in Libano nella lunga crisi di fine anni Ottanta, e liberati grazie alla mediazione di Picco con gli Hezbollah sciiti. Questa e altre imprese diplomatiche vengono ricordate nel testo dell’appello fatto circolare in Friuli Venezia Giulia, che fa cenno anche alla mediazione di Picco in occasione dei conflitti nei Balcani e in Afghanistan.

Sono 47, come si diceva, i sindaci che hanno sottoscritto l’appello, e 22 i consiglieri regionali. È arrivata anche l’adesione di 7 parlamentari (Guido Germano Pettarin, Renzo Tondo, Tatjana Rojc, Debora Serracchiani, Laura Stabile, Roberto Novelli e Daniele Moschioni) e di 7 stakeholders: Gabriele Pazzi dell’Ires Fvg, Philip Thurn Valsassina di Confagricoltura, Renato

Pujatti di Pordenone Fiere, Luca Occhialini di BancaTer, Zeno D’Agostino dell’Autorità di sistema portuale, Ilias Stragalas della Comunità greca di Udine e la Federazione delle Bcc. “La risposta della comunità regionale – osserva ancora Zanin – è davvero incoraggiante perché dimostra che friulani e giuliani non dimenticano chi ha fatto del bene e si è distinto nel mondo, tenendo alto il nome della nostra regione. Mi piace in particolare sottolineare l’aspetto della compassione, del prendersi cura di chi vive un momento di estrema difficoltà, come l’ambasciatore Picco oggi”.

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