01/07/2022

L’immagine dell’emergenza ebola in Africa Occidentale che i media hanno mostrato ai paesi occidentali è stata un mix di allarmismo e superficialità. Per capire la dinamica che ha portato al rapido e devastante espandersi di un’epidemia che invece avrebbe potuto essere circoscritta con tempestività ed efficacia – e molto meno  panico globale  – occorre guardare le cose da vicino: questa è l’opinione di Roberto Satolli, medico e giornalista scientifico, che racconterà al pubblico la sua “esperienza sul campo” in Sierra Leone. L’intervento si terrà lunedì 23 Febbraio alle 17.30, alla Scuola Internazionale Superiore di Studi avanzati (SISSA) di Trieste. “L’occidente ha risposto tardi con un’epidemia di panico”, è il duro giudizio che Roberto Satolli esprime sulla gestione sanitaria dell’emergenza ebola in Africa occidentale. “Nella primavera del 2014 si sarebbe potuto facilmente spegnere l’incendio, ma OMS e ONU hanno reagito solo molto più tardi, a estate inoltrata”.
L’esperienza “sul campo” di un medico e divulgatore può certamente essere utile a capire in cosa consiste davvero l’”emergenza ebola”. Satolli nei mesi scorsi si è recato in Sierra Leone per mettere in piedi uno studio clinico controllato su un farmaco, l’amiodarone, già noto in cardiologia ma che potrebbe essere utile nel trattamento dell’ebola. Satolli nel suo seminario racconterà cosa è accaduto in Africa nel corso dell’ultima emergenza, cosa è stato fatto per contenere l’epidemia, i ritardi nell’intervento, le misure prese, ma anche delle possibili terapie in sperimentazione. L’incontro è aperto al pubblico, e si terrà in italiano. Non è richiesta prenotazione. Per informazioni scrivere a ramani@sissa.it o telefonare a 0403787513/549.

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