26/11/2022

Giovani, meno giovani, friulani e stranieri: l’identikit del frequentatore delle strutture in cui si ‘punta’ e si scommette è eterogeneo. “Ho incontrato una varietà di persone che trascorrono ore e ore in questi spazi di alienazione, nella speranza di guadagnare soldi facili, mentre finiscono in un tunnel drammatico”, racconta l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Elisa Battaglia che, in incognito, si è finta ‘giocatrice’ per entrare in contatto con queste realtà, visitando, e provando a giocare lei stessa, alcune centrali del gioco a Udine.
“Il rischio – afferma l’assessore – è la distruzione individuale e sociale che coinvolge centinaia di migliaia di famiglie ‘intrappolate’ in una dipendenza economica di debiti che spesso è l’anticamera dell’usura”. Secondo Battaglia sarebbe opportuno non solo limitare i messaggi pubblicitari, ma anche rafforzare le campagne di informazione per consentire ai giocatori dipendenti il diritto di usufruire di cure e benefici, in questo senso la Provincia si dichiara disponibile a diventare partner di progetti anti-ludopatia. Anziani e giovani risultano le categorie più colpite. Il 48% dei giovani ha avuto accesso al gioco d’azzardo, nonostante sia vietato ai minori. Nel 1992 l’OMS ha definito il gioco d’azzardo compulsivo una “forma morbosa chiaramente identificata”. Studi scientifici stimano che attualmente la percentuale di persone che possono essere colpite da gioco d’azzardo patologico può raggiungere fino al 4% della popolazione.

Share Button

Comments are closed.