Quando ci suggerivano di trascorrere le vacanze 2020 in Italia e ci arrabbiavamo perché alcuni Paesi obbligavano alla quarantena dopo la permanenza nella nostra penisola per paura della situazione pandemica, molti avevano preso con leggerezza le informazioni e hanno confermato le prenotazioni per le ferie in luoghi che sinceramente non hanno nulla da invidiare per noi Italiani.

Ora dovranno fare attenzione per il rientro in Italia, tutte le persone che anche solo all’interno dell’Europa, sono andati in Paesi ora considerati a rischio. Mentre chi è andato fuori dall’unione europea, in luoghi per cui è previsto l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, è possibile informarsi al numero verde della Protezione Civile 800500300 o scrivere un messaggio e-mail a quesiti.covid19@protezionecivile.fvg.it.
Lo ricorda il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute e Protezione Civile, Riccardo Riccardi, ribadendo anche i contenuti dell’aggiornamento sulle indicazioni per il rientro in Italia dall’estero oggetto dell’ordinanza del Ministro della Salute del 12 agosto.
A decorrere dal 13 agosto sono vietati l’ingresso e il transito in Italia delle persone provenienti dai seguenti paesi: Colombia – Bosnia Erzegovina – Kosovo – Macedonia del Nord – Moldova – Montenegro – Serbia – Bangladesh – Armenia – Bahrein – Brasile – Cile – Kuwait – Oman – Panama – Perù – Repubblica Dominicana. Tale disposizione non si applica al personale viaggiante e agli equipaggi dei mezzi di trasporto che entrano in Italia per lavoro da Bosnia Erzegovina, Kosovo Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia alle condizioni che il transito sia di breve durata (permanenza massima di 120 ore o di transito in 36 ore, permane l’obbligo di segnalare l’ingresso in Italia).
A partire dal 13 agosto coloro che fanno ingresso in Italia, con qualsiasi mezzo di trasporto, dopo aver soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti in Croazia, Grecia, Malta e Spagna, devono comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria di residenza/dimora.

Devono presentare al vettore, all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, l’attestazione di un test per SARS CoV-2, di test molecolare o antigenico effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo, al massimo nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale. In alternativa devono sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, oppure entro 48 ore dall’ingresso in Italia presso l’azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria le persone devono rimanere in isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora e, in seguito, fino alla comunicazione del risultato in base alle disposizioni del Dipartimento di Prevenzione.
Durante l’isolamento domiciliare le persone devono sempre evitare contatti sociali, restare a casa, essere sempre raggiungibili telefonicamente, avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di sanità pubblica dell’insorgenza di sintomi (febbre, tosse, mal di gola, raffreddore, perdita del gusto/olfatto, difficoltà di respiro).
In caso di sintomi è obbligatorio indossare la mascherina chirurgica e allontanarsi da eventuali conviventi, rimanere nella propria stanza con la porta chiusa arieggiando l’ambiente, in attesa del trasferimento in ospedale o centro di isolamento, se necessario. Le disposizioni sopra descritte non si applicano al personale viaggiante e agli equipaggi dei mezzi di trasporto. Per quanto riguarda i datori di lavoro, essi sono tenuti a informare tutti i dipendenti e collaboratori di segnalare tempestivamente al proprio medico curante e al medico competente qualsiasi malessere che possa essere ricondotto alla Covid-19: febbre, mal di gola, tosse, raffreddore e alterazioni del gusto/olfatto, difficoltà respiratorie.
È d’obbligo per ogni azienda dotarsi del Protocollo di Prevenzione del contagio Covid-19 e di portarlo a conoscenza degli interessati con apposita comunicazione. È obbligatorio che i datori di lavoro permettano l’ingresso nel luogo di lavoro ai propri dipendenti inviati all’estero per esigenze lavorative e/o ai soggetti chiamati dall’estero per essere assunti, solo dopo che essi abbiano adempiuto alle misure precauzionali previste per le persone provenienti dall’estero da leggi o altri provvedimenti. L’obbligo si applica anche alle agenzie di somministrazione di lavoro.
Questi i riferimenti per le rispettive provincie: Trieste: tel. 0403997492 oppure 0403997490 – email: profilassi.dip@asugi.sanita.fvg.it – Udine: tel. 0432553264 – email: covid19.prevenzione@asufc.sanita.fvg.it – Pordenone: te. 0434369952 – email: covid19.segnalazioni@asfo.sanita.fvg.it – Gorizia: tel. 0481592836 oppure 0481592874 – email: infettive.profilassi@asugi.sanita.fvg.it
Le persone attualmente positive al Coronavirus in Friuli Venezia Giulia sono 182. Tre pazienti risultano in cura in terapia intensiva e sette sono i ricoverati in altri reparti. Non si sono registrati nuovi decessi (348 in totale). Ieri sono stati rilevati 15 nuovi contagi, di cui 11 contratti fuori regione.
Analizzando i dati complessivi dall’inizio dell’epidemia, le persone risultate positive al virus in Friuli Venezia Giulia sono 3.476 di cui 1.425 a Trieste, 1.068 a Udine, 750 a Pordenone e 230 a Gorizia, alle quali si aggiungono un cittadino comunitario già rientrato nel proprio Paese e due residenti fuori regione. I totalmente guariti ammontano a 2.946, i clinicamente guariti sono 6 e le persone in isolamento 166. I deceduti sono 197 a Trieste, 77 a Udine, 68 a Pordenone e 6 a Gorizia.







