01/04/2026

di GFB

Una maggiore tenuta del manifatturiero e un robusto rimbalzo delle esportazioni hanno  arginato nel 2020 la caduta del Pil in Friuli Venezia Giulia, stimandolo al -9,3 per cento  rispetto alle valutazioni più pessimistiche formulate da Confindustria sia a luglio che ad  ottobre. Così ha esordito la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, nella  conferenza stampa di inizio anno, nella sede associativa di palazzo Torrriani a Udine. Per il  2021 ci si attende una crescita del 5,1 per cento, peggiorativa rispetto alle stime di luglio ed  ottobre, trainata da industria e costruzioni.  Il crollo dei consumi delle famiglie nel 2020  (stimato nel -10,6 per cento) verrà recuperato parzialmente nel 2021 mentre ci si attende  una decisa ripresa degli investimenti. Le esportazioni potrebbero risalire del 5,9 per cento  mentre  le previsioni sul tasso di disoccupazione indicano un incremento di 1,7 punti  percentuali, portandolo al 7,8 per cento. Tutto dipenderà dal termine del blocco dei  licenziamenti.

Scorrendo i dati dell’attività associativa nel 2020 e giudicandola particolarmente intensa al  fianco delle imprese, la presidente ha citato l’impegno nella formazione, con la seconda  edizione dell’executive master di Business administration  e lo sviluppo dell’UNIUD Lab  Village in collaborazione con l’università friulana, nel settore fiscale l’attività dello sportello  iperammortamento e welfare aziendale, nel settore sindacale  la costituzione del Comitato  paritetico Udinese. Le attività di Confindustria Udine hanno toccato anche la sicurezza,  l’ambiente,  i trasporti e  il commercio internazionale, il credito e la finanza. Sul tema  dell’innovazione – come sottolineato dal vice-presidente Feragotto- Confindustria è  intervenutua in molti progetti tra il quali il consolidamento delle star up e ad oggi ne conta  38 iscritte.

Confindustria ha anche istituito un’apposita commissione per favorire il dialogo con gli  istituti di credito del territorio, ha ricordato il vice presidente vicario Vida.  Egli ha anche  parlato delle nuove e più stringenti regole europee sul default finanziario che porteranno  ad una maggiore prudenza delle banche nel valutare le concessioni creditizie alle imprese,  con il rischio di limitare l’accesso al credito ad un grande numero di aziende. L’appello è al  mondo bancario affinché si continui a classificare le aziende con una valutazione caso per  caso.

Sul fronte dell’internazionalizzazione, l’associazione ha continuato a rafforzare la presenza  in taluni paesi dell’est Europa mentre su quello  dell’edilizia , la presidente di ANCE, Angela  Martina, ha parlato di sostanziale tenuta del numero di imprese e di lavoratori iscritti in  Cassa Edile di Udine e di un decremento del 4 per cento delle ore lavorate, prevedibile ma  forse migliore del previsto.

Tra le iniziative messe in campo dall’associazione nel 2020 Anna Mareschi Danieli ha  ricordato l’acquisto e la distribuzione alle imprese di 255.600 mascherine, 450 taniche di  igienizzante e 29.976 tamponi antigenici, il bonus bebè di capodanno di mille euro ciascuno  alle famiglie dei 10 bambini nati il 1 gennaio 2021, la TAC per i pazienti COVID donata, dopo  una raccolta di fondi, al Dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Azienda Sanitaria  Universitaria integrata di Udine, la convenzione quadro firmata con Animalimpresa, l’avvio  dei lavori della torre di Santa Maria e le azioni in tema di responsabilità di impresa,  riassunte dal   vice presidente Fabrizio Cattelan. Sottolineato anche il dialogo positivo con le  istituzioni nel corso del 2020, fino  alla recente presentazione di SviluppoImpresa, che ha  accolto numerose proposte dell’associazione.

Guardando al futuro , la presidente di Confindustria Udine  ha detto che le ragioni  delll’andamento deludente dell’ecomia vanno individute nei gravi ritardi strutturali   acumulati nell’ambito della ricerca, dell’innovazione, della digitalizzazione e della quantità e  qualità del capitale umano. La struttura produttiva del paese è rimasta sbilanciata verso  imprese molto piccole anche se hanno un ruolo fondamentale ma è nell’integrazione tra  grandi aziende e PMI, tra lo interconnesse, che si creano le chances di sprigioanare  l’enorme potenziale delle nostre imprese. C’è poi il nodo della burocrazia, che rimane una  palla al piede delle piccole imrpese. Anna Mareschi Danieli ha posto un particolare accenno  al problema del decremento demografico. La natalità è legata a tripla mandata alla  sostenibilità economica e psicologica delle famiglie e questa sostenibilità è fortemente  legata alla posizione femminile all’interno della nostra società.  Il concetto di pari  opportunità significa dare la possibilità al 50 per cento della popolazione mondiale, le  donne, di esprimere tutto il loro potenziale. Senza la loro inclusione non saremo in grado di  mantenere la promessa della quarta rivoluzione industriale.

In tema di sostenibilità ambientale sono pilastri portanti la circolarità e sostenibilità del  modelllo economnico ma ci vuole uno sforzo comune perchè incentivi, tecnologie e  digitalizzazione possano davvero aiutare tutte le azinede.

La presidente ha chiuso l’intervento promuovendo un messaggio di vera e propria  cittadinanza d’impresa da costruirsi sulla  responsabilità sociale delle aziende in quanto  è  proprio la bassa propensione degli imprenditori ad operare in questa direzione ad aver  consentito nel tempo una radicata, immotivata, anacronistica e autolesionista cultura anti  impresa.

Sulla realtà associativa che in Friuli Venezia Giulia rappresenta il mondo industriale, Anna  Mareschi Danieli ha chiosato che confindustria ha deciso di parlare con una voce sola, in una  comunuione di intenti ed obiettivi perché lo hanno chiesto le imprese, perché serve alle  imprese e perché è la cosa giusta da fare.  

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