di GFB
Una maggiore tenuta del manifatturiero e un robusto rimbalzo delle esportazioni hanno arginato nel 2020 la caduta del Pil in Friuli Venezia Giulia, stimandolo al -9,3 per cento rispetto alle valutazioni più pessimistiche formulate da Confindustria sia a luglio che ad ottobre. Così ha esordito la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, nella conferenza stampa di inizio anno, nella sede associativa di palazzo Torrriani a Udine. Per il 2021 ci si attende una crescita del 5,1 per cento, peggiorativa rispetto alle stime di luglio ed ottobre, trainata da industria e costruzioni. Il crollo dei consumi delle famiglie nel 2020 (stimato nel -10,6 per cento) verrà recuperato parzialmente nel 2021 mentre ci si attende una decisa ripresa degli investimenti. Le esportazioni potrebbero risalire del 5,9 per cento mentre le previsioni sul tasso di disoccupazione indicano un incremento di 1,7 punti percentuali, portandolo al 7,8 per cento. Tutto dipenderà dal termine del blocco dei licenziamenti.

Scorrendo i dati dell’attività associativa nel 2020 e giudicandola particolarmente intensa al fianco delle imprese, la presidente ha citato l’impegno nella formazione, con la seconda edizione dell’executive master di Business administration e lo sviluppo dell’UNIUD Lab Village in collaborazione con l’università friulana, nel settore fiscale l’attività dello sportello iperammortamento e welfare aziendale, nel settore sindacale la costituzione del Comitato paritetico Udinese. Le attività di Confindustria Udine hanno toccato anche la sicurezza, l’ambiente, i trasporti e il commercio internazionale, il credito e la finanza. Sul tema dell’innovazione – come sottolineato dal vice-presidente Feragotto- Confindustria è intervenutua in molti progetti tra il quali il consolidamento delle star up e ad oggi ne conta 38 iscritte.
Confindustria ha anche istituito un’apposita commissione per favorire il dialogo con gli istituti di credito del territorio, ha ricordato il vice presidente vicario Vida. Egli ha anche parlato delle nuove e più stringenti regole europee sul default finanziario che porteranno ad una maggiore prudenza delle banche nel valutare le concessioni creditizie alle imprese, con il rischio di limitare l’accesso al credito ad un grande numero di aziende. L’appello è al mondo bancario affinché si continui a classificare le aziende con una valutazione caso per caso.
Sul fronte dell’internazionalizzazione, l’associazione ha continuato a rafforzare la presenza in taluni paesi dell’est Europa mentre su quello dell’edilizia , la presidente di ANCE, Angela Martina, ha parlato di sostanziale tenuta del numero di imprese e di lavoratori iscritti in Cassa Edile di Udine e di un decremento del 4 per cento delle ore lavorate, prevedibile ma forse migliore del previsto.

Tra le iniziative messe in campo dall’associazione nel 2020 Anna Mareschi Danieli ha ricordato l’acquisto e la distribuzione alle imprese di 255.600 mascherine, 450 taniche di igienizzante e 29.976 tamponi antigenici, il bonus bebè di capodanno di mille euro ciascuno alle famiglie dei 10 bambini nati il 1 gennaio 2021, la TAC per i pazienti COVID donata, dopo una raccolta di fondi, al Dipartimento di anestesia e rianimazione dell’Azienda Sanitaria Universitaria integrata di Udine, la convenzione quadro firmata con Animalimpresa, l’avvio dei lavori della torre di Santa Maria e le azioni in tema di responsabilità di impresa, riassunte dal vice presidente Fabrizio Cattelan. Sottolineato anche il dialogo positivo con le istituzioni nel corso del 2020, fino alla recente presentazione di SviluppoImpresa, che ha accolto numerose proposte dell’associazione.
Guardando al futuro , la presidente di Confindustria Udine ha detto che le ragioni delll’andamento deludente dell’ecomia vanno individute nei gravi ritardi strutturali acumulati nell’ambito della ricerca, dell’innovazione, della digitalizzazione e della quantità e qualità del capitale umano. La struttura produttiva del paese è rimasta sbilanciata verso imprese molto piccole anche se hanno un ruolo fondamentale ma è nell’integrazione tra grandi aziende e PMI, tra lo interconnesse, che si creano le chances di sprigioanare l’enorme potenziale delle nostre imprese. C’è poi il nodo della burocrazia, che rimane una palla al piede delle piccole imrpese. Anna Mareschi Danieli ha posto un particolare accenno al problema del decremento demografico. La natalità è legata a tripla mandata alla sostenibilità economica e psicologica delle famiglie e questa sostenibilità è fortemente legata alla posizione femminile all’interno della nostra società. Il concetto di pari opportunità significa dare la possibilità al 50 per cento della popolazione mondiale, le donne, di esprimere tutto il loro potenziale. Senza la loro inclusione non saremo in grado di mantenere la promessa della quarta rivoluzione industriale.
In tema di sostenibilità ambientale sono pilastri portanti la circolarità e sostenibilità del modelllo economnico ma ci vuole uno sforzo comune perchè incentivi, tecnologie e digitalizzazione possano davvero aiutare tutte le azinede.
La presidente ha chiuso l’intervento promuovendo un messaggio di vera e propria cittadinanza d’impresa da costruirsi sulla responsabilità sociale delle aziende in quanto è proprio la bassa propensione degli imprenditori ad operare in questa direzione ad aver consentito nel tempo una radicata, immotivata, anacronistica e autolesionista cultura anti impresa.
Sulla realtà associativa che in Friuli Venezia Giulia rappresenta il mondo industriale, Anna Mareschi Danieli ha chiosato che confindustria ha deciso di parlare con una voce sola, in una comunuione di intenti ed obiettivi perché lo hanno chiesto le imprese, perché serve alle imprese e perché è la cosa giusta da fare.







