05/04/2026

di Gianfranco Biondi
Qualche volta mi lamento del nome di questa regione “Friuli Venezia Giulia”. E’ espressione della sua storia e siamo d’accordo ma l’Austria di oggi si chiama Austria o, se vogliamo essere precisi, Repubblica d’Austria e non Impero d’Austria o Austro-ungarico. Non me ne vogliano i veneziani ( io amo profondamente quella che considero la più bella città del mondo) ma che Venezia oggi sia nel mezzo tra Friuli e Giulia, ha generato più malintesi e sudditanze che vantaggi, magari accontentando qualche nostalgico di quella che fu, al tempo, una grande repubblica marinara, che oltre a solcare i mari per i commerci che l’hanno smisuratamente arricchita “imperversava e sfruttava” le sue terre ( e tra queste, ovviamente, il Friuli).
Il Veneto è 4 volte più popoloso del Friuli “Venezia” Giulia e il suo PIL viaggia su cifre non paragonabili a quella dei cuginetti di frontiera ma questo è anche dovuto a qualche difetto d’intraprendenza di cui, fortunatamente, gli abitanti della “regione di passaggio” o “incrocio di culture” o “ai margini dell’impero..romano e della romana Repubblica italiana” o al centro dell’ mitteleuropa…a seconda del “sentiment di ciascuno”, sono coscienti e su cui quelli intraprendenti (in economia, in cultura, in politica) ci lavorano per affrancare il territorio dalle sue frustrazioni e dai suoi “no se pol”.
Tutto questo per lanciare un assist ai colleghi che lavorano nelle redazioni del Messaggero Veneto e de “Il Piccolo”, che stanno facendo da giorni il giro delle parrocchie per sottolineare la loro legittima preoccupazione su quei riflessi negativi che potrebbero derivare dal cambio di proprietà delle due testate, che fanno parte del pacchetto di quelle messe vendite in blocco dal gruppo GEDI. E chi si è fatto avanti per la trattativa? Imprenditori del Veneto, e mi verrebbe da dire…al solito. Che i veneti entrino nella stanza dei bottoni non significa che ci siano tempi bui per l’informazione locale ma perché rischiare, lasciando che la porta rimanga chiusa per mancanza di interesse da parte dell’imprenditoria regionale? E’ strategico, invece, un contrappeso nel Cda, per mantenere in equilibrio eventuali derive troppo veneto centriche. Un piccolo esempio, che forse non fa testo più di tanto ma rimane indicativo. Molti anni fa mi fu affidato l’incarico di coordinare la redazione friulana di una nota emittente televisiva veneta. Secondo voi, quale fu lo spazio “generalmente riservato” alle notizie del Friuli? “in fondo al corridoio a destra o a sinistra”, a meno che non ci fosse il morto ammazzato, strangolato, impiccato e disintegrato da qualche parte. Una notizia che la redazione non poteva, fortunatamente, premeditare per guadagnare qualche scalino nella scaletta del tg. Non me ne vogliano i colleghi e il direttore/direttrice di quel TG in salsa prevalentemente veneta. Li stimo per il lavoro che fanno e per il sacrificio di seguire ogni giorno i fatti di una regione così grande e complicata. Ma il Friuli Venezia Giulia non può finire sempre in fondo al corridoio a dx/sx solo perchè più piccolo e in un angolo geografico d’Italia. Questa regione, che sa parlare all’Europa anche più di altre, deve difendere la sua comunicazione e i suoi media, che il territorio lo mettono in primo piano, sempre e da sempre. Ed allora, imprenditori ed imprenditrici FVG, se proprio non riusicte a fare cordata, almeno cercate di non rimane fuori da quella porta veneta che si è aperta sulle sorti dei principali media locali.


Di seguito il resoconto dell’incontro del Comitato di redazione MV con sindaco e assessore alla cultura del comune di Udine, ultimo di una serie di incontri istituzionali attualmente in corso…

Il Comitato di redazione del Messaggero Veneto, con il supporto dell’Associazione della Stampa Fvg e dell’Ordine regionale dei giornalisti, ha incontrato ieri mattina il sindaco di Udine Pietro Fontanini e l’assessore Fabrizio Cigolot. I giornalisti, alla luce della notizia della trattativa in esclusiva tra l’attuale proprietà di Gedi e il gruppo di imprenditori veneti capeggiati da banca Finint di Enrico Marchi, interessato all’acquisizione dei quotidiani veneti, del Piccolo e del Messaggero Veneto, hanno illustrato al primo cittadino udinese le preoccupazioni delle redazioni per le prospettive che potrebbero aprirsi nei prossimi mesi e per le eventuali ricadute occupazionali sul corpo redazionale. Fontanini e Cigolot hanno espresso solidarietà ai giornalisti del Messaggero Veneto e hanno auspicato che, al più presto, nel gruppo di imprenditori veneti interessato all’acquisizione dei quotidiani, entrino anche qualificati imprenditori del Friuli Venezia Giulia per consentire così un equilibrio territoriale nella compagine. Fontanini e Cigolot hanno inoltre auspicato che il Messaggero Veneto resti presidio di democrazia sul territorio e voce dei friulani, così come siamo abituati a conoscerlo fin dall’inizio della sua storia. Gli amministratori udinesi hanno assicurato che continueranno a monitorare l’evolversi della situazione nei prossimi mesi.

Il Cdr del Messaggero Veneto

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