23/02/2024

Per la prima volta in regione l’artista torinese mette la sua firma al Parco TerminalNord.
Preferisce chiamarla “urban art” e non street art, ma non si offende, anzi, se lo si definisce un graffitaro. E’ Fijodor Benzo, in arte Mr. Fijodor, l’artista torinese che ha messo la sua firma, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, al Parco Commerciale TerminalNord. Due muri che in soli cinque giorni sono diventati vera arte urbana.


La direzione del Parco lo ha invitato per dare vita a due temi legati all’ambiente: il riciclo e la mobilità sostenibile con un duplice intento: sensibilizzare i visitatori a queste tematiche e dare voce al mondo dell’arte che vive un momento particolarmente difficile a causa dell’emergenza Covid.
“La mobilità sostenibile e il riciclo rientrano tra i miei temi – racconta Mr. Fijodor illustrando le sue opere al TerminalNord – Il messaggio è chiaro: “l’idea di dover scegliere di fare determinate azioni per non essere sommersi dalla plastica. Se vogliamo migliorare qualcosa – aggiunge – dobbiamo essere noi, in primis, a scegliere di cambiare il nostro stile di vita”.
Ma il tuo obiettivo è solo quello di sensibilizzare o le tue opere si possono leggere anche in chiave critica?


“Mi piace che si veda il gesto e che ci sia una parte di improvvisazione. Ho sempre lavorato sul difetto, se il disegno è un po’ storto o sproporzionato mi piace. Spesso è dai difetti che nascono le cose migliori”. E i suoi disegni non ci si limita a guardarli, ma fanno riflettere, “l’obiettivo è quello – dice Fijodor – Certo, che siano anche esteticamente belli, ma sicuramente non è il mio primo obiettivo”. La sua filosofia la porta avanti da anni, il primo murales l’ha fatto nel ’94 e oggi nemmeno li conta più.
Ai tempi venivate chiamati graffitari, un po’ offensivo
“E’ proprio per quello che mi piace e penso che sia la differenza tra il movimento legato ai graffiti, all’urban art, la street art e gli altri movimenti artistici”.

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