13/05/2024

di Gianfranco Biondi

Dopo diversi tentativi a fumata nera i presidenti di Confindustria Udine e di  Confindustria Alto Adriatico, Anna Mareschi Danieli e Michelangelo Agrusti  trovano finalemente la giusta alchimia per  creare una rappresentanza  unica regionale degli industriali. Non si tratta di fusione vera e propria ma  di elezione di entrambi i presidenti delle territoriali a vice presidenti della  Confindustria regionale. L’annuncio è stato dato a margine  del Consiglio  Generale di Confindustria Udine, dedicato alla questione e alle modifiche  degli statuti che raccordano le due territoriali all’interno di Confindustria  regionale. Quello che fino ad oggi risultava impossibile da realizzare, ora si  fa. E’ proprio vero che ci vogliono i momenti di difficoltà per ricalibrare o  anche sovvertire meccanismi consolidati di suddivisione di potere ed  influenze. Ci voleva la pandemia per smuovere arroccamenti che, già da  molto tempo, non apparivano più in linea con quelle strategie necessarie ad  aumentare il peso specifico delle rappresentanze e ad ottimizzarne le  attività. Tanto più se si considera che le differenze di vedute tra territoriali  non erano poi così diverse, come si è voluto ribadire. E allora perché  muoversi solamente a seguito di eventi traumatici come la pandemia per  decidersi? restituendo così l’idea che le cose si fanno solamente perché si è  costretti a farlo? comunque, bene così, il passo è fatto.  Così per i prossimi  quattro anni sarà il confermato Giuseppe Bono a guidare Confindustria  Regionale con al suo fianco Anna Mareschi Danieli e Michelangero Agrusti  oltre ai rappresentanti regionali della piccola industria, Gianluca Pinna e dei  giovani, Matteo Di Giusto, a Roberto Contessi, presidente di ANCE FVG e  a  quattro nuovi componenti, tre nominati dalle territoriali e uno da Bono.

Sulla base di quanto deciso possiano desumere che la Mareschi Danieli e  Agrusti, nel caso di prese di posizione su vari argomenti inerenti attualità e  futuro del mondo industriale regionale si firmino d’ora in poi come vice  presidenti di Confindustria FVG piuttosto che come presidenti di territoriali,  altrimenti il “passo” non sarà servito a nulla.

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