26/09/2021

Confcommercio Fvg: «Determinante il sostegno della Regione per contenere i danni da pandemia»

Osservatorio sull’anno del Covid-19 curato da Format Research: 8 imprenditori su 10 promuovono  la gestione della giunta Fedriga

Il prolungato periodo di chiusura delle attività economiche ha stoppato la ripresa della fiducia  registrata nei mesi estivi, quando il terziario del Friuli Venezia Giulia aveva ripreso a correre. Gli  imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi, tuttavia, mostrano capacità di resilienza e  volontà di sperare nel futuro dei prossimi mesi. È quanto emerge nell’Osservatorio congiunturale  curato da Format Research per Confcommercio regionale, presentato nella sede di Confcommercio  Trieste dal direttore scientifico Pierluigi Ascani.

«Il livello di fiducia delle imprese del terziario e il  livello dei principali indicatori economici, per quanto lontani dai numeri che venivano fatti  registrare nel periodo pre-crisi, sono superiori in termini di performance ai risultati rilevati nel  resto d’Italia – osservano il presidente regionale di Confcommercio Giovanni Da Pozzo e i colleghi  presidenti di Trieste Antonio Paoletti, Gorizia Gianluca Madriz e Pordenone Alberto Marchiori –.  Pur in un contesto che rimane di enorme difficoltà, è una reazione che prova la forza dei nostri  imprenditori e che riteniamo sia alimentata dai provvedimenti che la giunta ha messo in campo sin  dal primo lockdown».

IL TESSUTO IMPRENDITORIALE

In Fvg esistono circa 78mila imprese, di cui oltre 51mila operative nel terziario. Il 2020, l’anno  dell’esplosione della pandemia, si è chiuso con un numero di imprese nuove nate molto più basso  rispetto a quello del 2019 (-16%), ma lo stesso è avvenuto con riferimento alle cessazioni di  impresa. Il fenomeno di “congelamento” delle chiusure, comune in Italia, è sintomatico dello stato  di profonda incertezza nel quale versano gli operatori del territorio. I ristori erogati in favore delle  categorie in difficoltà hanno contribuito a tenere in vita le imprese, comprese quelle che  probabilmente avrebbero chiuso lo stesso anche in assenza della crisi. Il saldo delle imprese  esistenti in Fvg nel 2020 sul 2019 è legato proprio ai ristori erogati nell’anno: «in assenza» di  questi, nel post-lockdown si temeva la scomparsa di 7mila operatori. Tuttavia, esistono almeno  2mila imprese potenziali «inattive» (hanno ricevuto i ristori ma dichiarano di non averne  realmente beneficiato).

Nel 2021 si teme una possibile contrazione del tessuto imprenditoriale.  Una volta che le imprese avranno compiuto le formalità amministrative per la chiusura, potrebbe  configurarsi uno scenario più preoccupante, specialmente se letto congiuntamente al crollo della  voglia di “fare impresa” in Fvg. È necessario peraltro sottolineare come, malgrado il contesto  complessivo di apparente stallo, il commercio faccia registrare già -344 imprese attive in meno  rispetto al 2019.

CLIMA DI FIDUCIA

Il prolungato periodo di chiusura (spesso a intermittenza) delle attività ha annichilito la ripresa  della fiducia registrata nei mesi estivi. Aumenta tuttavia l’ottimismo delle imprese del terziario del  Fvg da qui al 30 giugno. Al contempo, dopo l’estate si è assistito a una nuova inversione di  tendenza dell’andamento dell’attività delle imprese: l’indicatore congiunturale, restituito dalla  somma tra coloro che indicano un miglioramento della situazione più la metà di coloro che  indicano una situazione di invarianza, è stato pari a 25 rispetto al 26 rilevato nel terzo trimestre.  La situazione si conferma comunque più preoccupante tra gli operatori della ristorazione (bar,  ristoranti) e della ricezione turistica, cui si aggiungono gli esercizi del commercio al dettaglio non  alimentare. 

CONGIUNTURA ECONOMICA

Il calo della fiducia è contestualizzato in un quadro di forte ridimensionamento della crescita reale  del Paese. Non stupisce il segno «meno» dinanzi alla voce dei consumi, che in Fvg si concretizza  con un decremento del -12% sul 2019. L’indicatore dei ricavi ha perso 11 punti dallo scoppio della  crisi, ma si mantiene comunque al di sopra della media nazionale. Le limitazioni alle attività  disposte nell’ultima parte dell’anno hanno contribuito negativamente al trend, in particolar modo  per specifici settori di attività economica: ricezione turistica (-65%), ristorazione (-55%) e  dettaglio non alimentare (-40%) sono i comparti per i quali si stimano le perdite più forti in  termini di ricavi nel 2020 su base tendenziale (rispetto al 2019). 

I SALDI

Più nello specifico, il commercio al dettaglio non alimentare paga lo scotto di un andamento  insoddisfacente dei saldi invernali: è crollata l’affluenza nei negozi in Fvg rispetto a un anno fa e  quasi il 60% dei commercianti dichiara di aver registrato incassi inferiori rispetto alla scorsa  tornata di saldi invernali. Il dato è fortemente influenzato anche dall’assenza dello «shopping  tourism».

OCCUPAZIONE

Preoccupa lo scenario anche dal punto di vista del mercato del lavoro. L’introduzione di  ammortizzatori ha solo in parte limitato l’impatto della crisi sull’occupazione. Le previsioni degli  imprenditori sono critiche da qui al 30 giugno 2021. I dati ufficiali riguardo gli effetti della  pandemia sull’occupazione evidenziano una tendenza allarmante: nel 2020 le nuove assunzioni nel  terziario in Fvg sono calate del -37% rispetto al 2019. Il calo delle nuove assunzioni è dovuto in  parte al blocco dei licenziamenti, che tuttavia ha inciso ancor di più sui costi fissi (è così per l’81%  degli operatori del territorio). La sospensione del blocco dei licenziamenti da marzo rischia di  rappresentare un colpo senza precedenti nel terziario: nel 2021 gli organici delle imprese  potrebbero ridursi del -15%.

LIQUIDITÀ E CREDITO

Nell’ultima parte dell’anno si sono allungati i tempi di pagamento dei clienti. La previsione per i  primi sei mesi del 2021 è di un recupero, a differenza di quanto si rileva a livello nazionale. In  questo scenario, il 2020 si chiude con un aumento delle richieste di credito da parte delle imprese  del terziario. In crescita anche le risposte positive.

GESTIONE DELLA CRISI

La situazione di crisi si presenta meno critica della media nazionale anche in virtù dell’operato del  Governo regionale: aumentano i cittadini che giudicano «efficace» l’azione della Regione a difesa  della salute pubblica (erano stati l’80% nel settembre 2020, sono l’84% nel febbraio 2021). Al  contempo, sono in aumento anche coloro che giudicano efficaci i provvedimenti attuati dal  Governo a guida Fedriga a sostegno dell’economia: è così per il 69% dei cittadini e per il 79%  degli imprenditori. In generale, è elevata la soddisfazione per tutte le aree di azione del Governo  Regionale. Nello specifico, supera l’80% la quota di imprenditori che si dichiarano soddisfatti del  sostegno all’economia e al lavoro. I giudizi positivi di cittadini e imprenditori circa l’operato del  Governo Fvg si riflettono nel quotidiano in larga parte del territorio della regione: Trieste, Udine e  Pordenone figurano tra le 10 province più vivibili in Italia. Più nel dettaglio, in tre province su  quattro, negli ultimi tre anni risulta «migliorato» l’indicatore della qualità della vita. Si tratta di un  risultato eclatante, specialmente se contestualizzato in un quadro di inaspettata emergenza come  quello che ha caratterizzato l’anno appena trascorso.

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