di Gianfranco Biondi
La ciclabile alpe adria che da Tarvisio scende verso il mare del Friuli Venezia Giiulia e a nord oltre le alpi si collega con le rinomate ciclabile mitteleuropee, è una delle più suggestive, affascinanti d’Europa, nonché originale nel suo svolgersi tra le montagne friulane lungo il vecchio tracciato ferroviario, tra ponti vertiginosi e gallerie. I numeri del turismo su due ruote sono più che significativi, con forte incidenza del cicloturisti esteri, ammaliati dai paesaggi che incontrano su questa ciclovia, al netto di panico e delusione di trovarla ancora interrotta tra Moggio e Venzone. Ma rispetto ai rallentamenti che il covid ha provocato nel il lavoro di FVG Strade, società regionale subentrata alla Provincia di Udine nella gestione progettuale dell’infrastruttura ciclabile”, ci sono prospettive di ripresa del lavoro, sulle procedure di esproprio e su una serie di interventi anche su aree esterne alla proprietà delle ferrovie, per consentire raccordi con la viabilità esistente e opere di messa in sicurezza. Gli appalti potrebbero essere avviati entro la fine dell’anno. Queste le precisazioni dell’assessore regionale alle infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, rispondendo in IV Commissione consiliare a un’interrogazione sul tema. Lo abbiamo raggiunto al telefono. . .

(ascolta le risposte nel serlvizio audio)
Fatta la ciclovia, una delle sfide è quella di manuntenerla al meglio. Niente di peggio agli occhi del cicloturista che vederla non curata. E c’è anche la sfida di arrichirla di servizi, che potrebbero trovare posto in immobili abbandonati, cme le vecchie stazioni lungo la ex ferrovia. . .

C’é interesse da parte delle comunità ad impegnarsi in queste direzioni?
In particolare ,le stazioncine abbandonate e fatiscenti lungo l’ex ferrovia diventata ciclabile , dovrebbero poter attirare molto interesse per la loro riutilizzo in chiave turistica. . .







