16/04/2024

In Veneto sarà più semplice, per i gestori dei Fondi Sanitari Integrativi, erogare le prestazioni aggiuntive rispetto a quelle garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ questo l’effetto di uno schema di convenzione tra le Ullss venete e i gestori di questi fondi privati, approvato oggi dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità Luca Coletto. “Il tutto – fa notare l’assessore – va a favore delle persone assistite dai gestori dei Fondi, per le quali la gestione diviene più semplice e vengono ristretti i tempi di erogazione del dovuto”. L’ambito di applicazione dei Fondi Integrativi del Servizio Sanitario Nazionale riguarda le prestazioni aggiuntive non comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA – erogate da professionisti e da strutture accreditate; Le prestazioni comprese nei LEA per la sola quota a carico dell’assistito, inclusi gli oneri per le prestazioni erogate in regime di libera professione “intramoenia” e per la fruizione dei servizi alberghieri su richiesta dell’assistito; le prestazioni sociosanitarie erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali, oppure a domicilio, per la quota posta a carico dell’assistito. Oggetto dello schema di convenzione approvato dalla Giunta regionale sono le prestazioni di ricovero ordinario o diurno; le prestazioni di diagnostica, prevenzione e check up; i percorsi clinico-diagnostici di prevenzione. Il documento costituisce lo sviluppo dell’Accordo Quadro siglato nel 2015 tra la Regione e i Gestori dei fondi.

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