24/02/2024

Sul caso della dirigente dei servizi trasfusionali che, via social, ha augurato al Ministro degli Interni, Matteo Salvini “l’otturazione di tutte le arterie” ha preso posizione il sindaco Anna Maria Cisint che ha chiesto l’intervento dei direttori generale e sanitario dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2, del direttore generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste e dell’ordine dei medici, informando di un tanto anche il Presidente Fedriga, il Vicepresidente Riccardi ed il direttore centrale Cortiula.“Ho avuto modo di leggere sui social-media con un certo stupore e orrore le affermazioni della dirigente medico dei servizi trasfusionali, Veronica Ileana Guerci – rileva nella lettera – e a parte l’indignazione personale e dei tanti cittadini che mi hanno contattato, nella mia veste di sindaco incaricato a tutelare la salute pubblica voglio esprimere le forti preoccupazioni per il ruolo che la dottoressa Guerci svolge nell’ambito del sistema sanitario, e nell’ospedale cittadino, tenuto conto delle conseguenze che potrebbe avere un suo comportamento che fosse consono agli intendimenti dichiarati nei confronti di persone con idee politiche diverse dalle proprie. In questo caso non siamo più di fronte all’uso dei social per esprimere un dissenso personale, ma ad un’istigazione a violare il codice di deontologia medica che all’articolo 3 afferma che “Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza

nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza discriminazioni di età, di sesso, di razza, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace come in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

“Per queste ragioni – conclude il sindaco Cisint – ritengo che debbano essere assunti tutti i chiarimenti e provvedimenti necessari a dare fiducia e serenità alla città sugli atteggiamenti e comportamenti di chi svolge funzioni delicate e rilevanti nel sistema sanitario e che, pertanto, non possa essere consentita una sottovalutazione del caso”.

La presa di posizione del sindaco di Monfalcone, che si rifà a principi etici e dentologici inderogabili, mettono ancora in evidenza quanto sia necessario ed urgente virare verso un senso di responabilità nell’utlizzo degli attuali strumenti di comunicazione. I social sono stati interpretati come un territorio in cui vomitare in nome di una anarcoide e malintesa libertà di opinione tutte le frustrazioni, rabbie, veleni e varie imbecillità che, poi, innescano una reazione, spesso uguale, contraria e… moltiplicata. La “medichessa” di Monfalcone ha pensato bene di associarsi ai cosidetti “leoni della tastiera”, agli haters, insomma, al branco di idioti social che demoliscono i valori positivi ed epocali introdotti dalla comunicazione digitale. La Medichessa è talmente stupida da non essersi nemmeno nascosta dietro un nickname…e questo la dice lunga sulla leggerezza nell’utilizzare i social. Qui non si mettere in discussione il diritto di essere arrabbiati, forse anche di eccedere nel linguaggio, ma questo da sempre si fa con i quattro amici o avventori al solito bar, dove le “stronzate cosmiche” esistono da sempre, una volta spento il cervello pensante. Quindi la medichessa vada più spesso al bar…se proprio vuole sfogarsi…o magari anche piagnucolare per quello che le accadrà a seguito della bravata…

GFB

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