07/08/2022

Assicurare a ogni imprenditore artigiano una vecchiaia decorosa compresa l’assistenza, quando necessaria, in strutture adeguate e prevedere una norma di legge che, pur tutelando la privacy, consenta alle associazioni di categoria di poter conservare un curriculum vitae di ogni artigiano in modo da rendere debitamente omaggio alla sua figura e al suo operato nel momento della morte. Inoltre, allargamento della rete di confronto e collaborazione alle associazioni omologhe di Austria, Croazia, Ungheria e poi ad altri Paesi dell’Est Europa.

Sono questi i temi cardine che hanno animato   al castello di Kromberk la 2ª Conferenza tematica internazionale degli artigiani pensionati del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. L’evento è stato organizzato congiuntamente dalle associazioni slovene delle piccole imprese e degli artigiani in pensione Dupos, tramite il Comitato regionale Dupos di Nova Gorica, e da Anap Italia tramite il Comitato provinciale di Gorizia. L’avvio della riflessione e collaborazione transfrontaliera risale al 2019, con l’impegno a un confronto continuativo che, dopo gli impedimenti della pandemia, è ripreso oggi.

Nutrite le delegazioni dei due Paesi. Per la parte italiana erano presenti, tra gli altri il Guido Guido Celaschi, presidente nazionale dell’Anap, Giampaolo Palazzi, delegato nazionale per le relazioni internazionali, Pierino Chiandussi, presidente dell’Anap Fvg, Teresa Bortolin, presidente dell’Anap Gorizia. Hanno partecipato anche il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, e i presidenti di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e di Confartigianato Gorizia Ariano Medeot.

Per parte slovena, tra gli altri, sono intervenuti Kelemen Miklavič, sindaco di Nova Gorica, Milan Turk, sindaco di Šempeter-Vrtojba, Branko Eh, presidente Camera dell’Artigianato della Slovenia, Janez Sušnik, presidente Zdus – Federazione slovena dei pensionati, Jože Elersič, presidente Doso della sede centrale in Slovenia.

Riguardo all’assistenza per gli artigiani e i piccoli imprenditori che si trovassero in condizioni precarie al termine della loro vita, la Conferenza ha indicato come «necessaria» la riorganizzazione di un fondo sociale per tutti i pensionati aderenti alle organizzazioni di categoria. «L’obiettivo deve essere che ogni pensionato, così come ogni persona in generale,  ha il diritto di trascorrere l’ultimo periodo della sua vita come persona rispettata all’interno delle istituzioni costituite per quest’ultimo, se non ha le condizioni per vivere con i suoi parenti – è stato sottolineato -. Inoltre, l’alloggio deve essere progettato per garantire almeno standard minimi di dignità per la vita umana». Al fine di consentire alle stesse organizzazioni di categoria di poter individuare gli artigiani e piccoli imprenditori che abbiamo bisogno di supporto, la Conferenza ritiene necessario agire a livello normativo perché le associazioni di categoria siano messe nelle condizioni di poter raccogliere le informazioni necessarie sul campo e «date in elaborazione ai servizi sociali statali competenti già funzionanti», per assicurare una riposta al problema.

Il tema normativo, la Conferenza ritiene anche necessario intervenire a livello legislativo affinché le associazioni di categoria, applicando la legge sulla protezione dei dati personali, possano raccogliere e utilizzare per scopi compassionevoli i dati personali sulla vita di un singolo membro. La veridicità dei dati, raccolti con il libero consenso dell’interessato quando era ancora vivo e mentalmente sano, deve confermata dalla sua firma apposta su un documento scritto e conservato negli archivi dell’associazione.  Tale iniziativa renderebbe possibile un ricordo pubblico, e secondo standard minimi elaborati dalle stesse organizzazioni di categoria, degli artigiani e imprenditori che, con il loro lavoro e impegno, hanno reso un servizio durante la vita professionale a tutta la collettività, assicurando lavoro e progresso sociale.

Non da ultimo, la Conferenza ha deciso di allargare la rete di confronto tra le associazioni di pensionati artigiani alle omologhe di Austria, Crozia e Ungheria. Un processo destinato in seguito ad allargarsi ad altri Paesi dell’Est Europa.

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