25/09/2022

di Gianfranco Biondi

Nel ricco patrimonio architettonico della città di Trieste, il castello di Miramare occupa un posto speciale. Realizzato tra il 1856 e il 1860 in pietra bianca d’Istria in stile medieval eclettico e con ricchi interni di richiamo rinascimentale, con grande ricorso a boiseire, legno, tappezzerie e decorazioni ad intarsio , il castello riflette la personalità dalla nobile coppia che  lo volle e lo abitò, Ferdinando Massimiliano d’Asburgo Lorena, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe, e la consorte  Carlotta del Belgio. Note le vicende che ne segnaono il triste destino. Lui fucilato in Messico a 35 anni come imperatore di quel paese  e la conseguente infelicità profonda di Carlotta, che finì i sui giorni nel 1927, nel castello di Bouchot in Belgio. Trieste ha ereditato lo splendido castello, con le sue suggestive prospettive, incorniciato  dal mare e da un parco storico di 22 ettari con essenze rare ed esotiche,  recuperato al degrado, come ancjhe il castello, grazie  all’impegno e alla passione dell’attuale gestione del museo e del parco che fa capo al ministero dei beni culturali ed ambientali e che ha fatto di questa meta storica una tra le più visitate in Italia. E le sorprese continuano a non mancare, grazie all’amore per ricerca che premia con delle scoperte. E così è stato.   La  biblioteca del castello, indagata  per porre mano al recupero filologico del parco storico, ha fatto emergere una  bibliografia ottocentesca con straordinarie illustrazioni, dedicata alla botanica,  con atlanti, manuali, studi su specie vegetali e testi relativi alle ricerche compiute da Massimiliano durante  le sue spedizioni scientifiche.  Tra le piu importanti una spedizione in Brasile con la scoperta di piante  e fiori che oggi portano il suo nome. Perchè Massimiliano e Carlotta erano grandemente appassionati di botanica.

Il parco come anche l’iconografia degli arredi in tutto il castello ne sono testimonianza. Nella sala del Trono del castello la direttrice del  museo e del parco di Miramare, Andreina Contessa  ha illustrato  i contenuti della mostra Ars botanica, che pone all’ammirazione del pubblico una parte dei  libri che appartennero a Massimiliano e Carlotta. La Mostra,  appena inaugurata, è   ospitata all’interno del castello  e  sarà visitabile fino all’11 giugno…

  Un bel calalogo curato da Andreina Contessa  ripropone i contenuti della mostra, testi ed immagini sulla maestria degli illustratori ottocenteschi, la botanica nell’arte e le particolari tecniche di riproduzione litografica e tipografica  con l’utilizzo  di piante vere come la fisiotipia fino all’avvento della fotografia. Tra le curiosità in mostra, come anche nel catalogo, un essicato di pinus sabiniana con infiorescenza raccolto nel 1872, di un albero tutt’ora esistente nel parco di Miramare  e la riproduzione di una palma fossile altra tre metri rirtovata nel vicentino nel 1863 e che Roberto De Visiani,  allora  prefetto dell’orto botanico di Padova, volle dedicare a Massimiliano, essendosi egli guadagnato una certa fama tra i botanici dopo il suo viaggio in brasile.

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