11/06/2024

Fare il punto sull’attività archeologica nell’area del Mediterraneo riunendo oltre quaranta studiosi di 12 nazioni. È  l’obiettivo del XXIV “Symposium on Mediterranean Archaeology” (SOMA) che si terrà all’Università di Udine dal 2  (dalle 9.30) al 4 febbraio, a Palazzo di Toppo Wassermann a Udine (via Gemona 92). L’appuntamento è  organizzato dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo in collaborazione con la  General Association for Mediterranean Archaeology (GAMA).

I temi

Intitolato “Ideas that traveled by the sea”, il simposio sarà caratterizzato da presentazioni di temi archeologici di  tipo marinaresco e riguardanti la navigazione, i porti e gli approdi e i paesaggi costieri. Un focus particolare sarà  dedicato alla costruzione navale e alle antiche rotte del commercio nel Mediterraneo, grazie soprattutto al  contributo offerto dalle ricerche archeologiche subacquee.

L’apertura

Il convegno si aprirà giovedì 2 febbraio, alle 9.30. porteranno i saluti, per conto della General Association for  Mediterranean Archaeology, Hakan Öniz della Akdeniz University (Turchia); Simonetta Bonomi, soprintendente  unico per l’Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia; Roberto Pinton, rettore dell’Università di  Udine. Chairman, Massimo Capulli dell’Ateneo friulano, coordinatore scientifico del simposio.

Udine punto di riferimento

Dopo aver ospitato nel 2016 il “V Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea” e nel 2022 il primo workshop sul  “Patrimonio culturale e acque interne”, l’Università di Udine con questo nuovo incontro scientifico internazionale si  conferma un punto di riferimento per il mondo dell’archeologia in ambiente sommerso.

 «Richiamare un così elevato numero di specialisti che arrivano da ogni angolo del Mediterraneo – sottolinea  Roberto Pinton – è il riconoscimento di una intensa attività che vede da anni ricercatori e studenti della nostra  università impegnati in campagne di scavo sia in regione, nel fiume Stella e a Grado, sia in altre parti d’Italia,  come il lago di Garda, il Lido di Venezia e il mare di Sicilia, e i cui risultati sono pubblicati sulle più importanti  riviste internazionali di settore».

«Il Symposium on Mediterranean Archaeology è da oltre vent’anni un importante momento in cui la Comunità  Scientifica si incontra per condividere i propri studi. A causa del Covid – spiega Massimo Capulli – la  ventiquattresima edizione, che si sarebbe dovuta tenere nell’autunno del 2020, è stata posticipata fino a quando  non l’abbiamo potuta tenere solo in presenza. Dopo tanto, forse troppo “online”, nell’incontro di Udine ci si può  finalmente confrontare di persona. È questo un momento che ci è molto mancato, perché siamo allo stesso tempo  docenti e studenti, pronti a esporre i nostri traguardi, ma anche recepire quanto di meglio è stato fatto da altri».

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