23/05/2026

A Udine, negli spazi di Palazzo Caiselli, nel Salone del Tiepolo, sono stati presentati i primi esiti della prima campagna di indagine archeologica relativa al nuovo progetto “Aquileia Waterscape”. Le ricerche del progetto puntano a ricostruire il paesaggio archeologico tra il mare di Grado e l’Aquileia romana: sette siti archeologici, proprio nelle acque di Grado, tra cui relitti navali e strutture sommerse di natura monumentale, sono stati indagati, infatti, dall’Unità di archeologia subacquea dell’Università di Udine con l’obiettivo di ricostruire il paesaggio archeologico tra il mare di Grado, appunto, e l’Aquileia romana. Le attività sono state condotte in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

“Uno dei punti di forza della cultura della nostra regione è rappresentato dal suo essere di confine per millenni con straordinari e interessanti punti di unione che hanno come comune denominatore l’acqua – ha commentato il vice presidente della regione Mario Anzil -. Da sempre al centro di vitali rotte strategiche, che hanno posto questo territorio e in relazione con il resto del mondo, configurandolo a pieno titolo come ‘spazio cerniera’ tra la dimensione orientale e quella occidentale; Siamo una delle aree europee più a nord del Mediterraneo

raggiungibili via mare – ha ricordato il vicepresidente Anzil -: questa posizione e condizione hanno dato, nella storia, una straordinaria valenza strategica a questo territorio che oggi può essere ri-acquisita. Le campagne di scavi di eccellenza condotte dall’ateneo friulano permetteranno – ha sottolineato Anzil – di ricostruire e di fare luce su aspetti inediti delle relazioni marittime che Aquileia vantava in quell’epoca: indagini illuminanti e arricchenti di cui la Regione non può che essere orgogliosa e sostenere”.Destiniamo risorse finalizzate a moltiplicare gli effetti positivi della promozione storica del nostro territorio, con l’obiettivo di favorire concretamente una sua rinascita culturale.

Sono intervenuti, tra gli altri, anche il rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton, Giorgia Musina per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, la direttrice del dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, Linda Borean, e il coordinatore scientifico delle ricerche e responsabile del progetto “Aquileia Waterscape”, Massimo Capulli, uno dei massimi esperti in questo specifico settore a livello nazionale.

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