21/04/2024

“Affidarsi agli  steward urbani per aumentare il livello di sicurezza di Pordenone affiancando la polizia locale per il presidio del territorio può essere rischioso.” È quanto segnalano A.N.I.V.P. (Associazione Nazionale Istituti Vigilanza Privata) e Corpo Vigili Notturni, società friulana specializzata in vigilanza privata che gestisce anche la sicurezza degli edifici regionali sul territorio.

Anivp, infatti, sta aspettando risposta alla lettera inviata alla Prefettura e alla Questura di Pordenone nel luglio scorso (quando il Comune di Pordenone pubblicò la gara per individuare gli steward), categoria che – si legge nella lettera – rappresenta una categoria inventata, priva di riferimenti normativi. 

 “Non è ovviamente in discussione l’importante obiettivo dell’amministrazione comunale, ovvero quello di garantire maggiore sicurezza e vivibilità alla città – commenta Claudio Moro, presidente di A.N.I.V.P. – ma ci teniamo a sensibilizzare le istituzioni sulle figure professionali scelte per farlo e anche sulla base normativa su cui si basano queste delicate competenze”.

La legge n.94/2009 e il D.M. 6 ottobre 2009 hanno istituito la figura dell’addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, i cosiddetti steward che, proprio per tale normativa, non possono svolgere i servizi previsti dal Comune di Pordenone.

“Per quanto sia personale qualificato – sottolinea Daniele Zorzi, amministratore unico di Corpo Vigili Notturni – la figura dello steward si occupa solo di sicurezza passiva e ha competenze troppo limitate nella gestione delle situazioni a rischio.

 Gli steward, infatti, non possono reagire, non hanno possibilità di difesa e non hanno una centrale operativa che risponda immediatamente alla richiesta di intervento. In più, gli steward cosiddetti “urbani” non sono una categoria prevista dalla legge, in particolare da D.M del 6ottobre 2009 che, parlando solamente di steward, ne definisce chiaramente anche gli ambiti operativi (Art. 4) che sono molto limitati.

Share Button

Comments are closed.

Open