14/05/2024

Un inammissibile attacco ai giornalisti da parte di violenti durante la manifestazione no-greenpass di Trieste sulla quale prende posizione l’Ordine e Assostampa, come potete legegre nelle note che seguono. Ma che faccio precedere da una breve considerazione: Che sul modo di fare giornalismo oggi e sulle licenze che deviano platealmente dal farlo correttamente ci sia da riflettere è senz’altro una necessità che diventa sempre più cogente. In specie a causa della pandemia ma non solamente per questo evento epocale. Se i giornalisti vengono aggrediti la colpa non va rigettata esclusivamente sulle frange violente della società. Da una parte Il gettare continuamente benzina sul fuoco di un quotidiano polemismo urlato e sterile con l’obiettivo non di informare ma di aumentare audience, click o visualizzazioni e e dall’altra, sempre con lo stesso obiettivo, la produzione di fakenews da parte di certi canali che mascherano il loro terrorismo e malafede con lo stile dell’inchiesta giornalistica, per poter accreditarsi agli occhi degli ignoranti caprini, tutto questo finisce per acceccare di violenza soggetti ad essa predisposti. Ne fanno le spese anche coloro che il giornalismo lo interpretano secondo i canoni della professionalità e della serietà, che comprende registrazione e racconto della realtà per quello che è nel momento in cui avviene e approfondimento ponderato dei retroscena non sulla base di congetture ma di elementi accertati, documentali.

Intanto – come scrive in una nota la federazione della Stampa FVG – i giornalisti sono diventati il bersaglio preferito dei manifestanti “No green pass”. Dai cori “giornalisti terroristi” e “venduti” sotto la redazione del quotidiano Il Piccolo e dai lanci di bottiglie contro la sede regionale della Rai, si è passati all’aggressione nei confronti di una collega della Rai Fvg, che è stata spintonata e alla quale è stato strappato di mano il microfono, poi lanciato in mezzo alla folla. A lei e a tutti i colleghi che sono stati insultati ieri durante l’affollato corteo a Trieste vanno la solidarietà e la vicinanza dell’Ordine regionale e dell’Assostampa Fvg, che hanno portato davanti al prefetto la preoccupazione della categoria e di tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione italiana e in particolare l’articolo 21, faro di tutti gli operatori dell’informazione. Le migliaia di persone che hanno manifestato civilmente di certo non vanno confuse con una minoranza di violenti ed esagitati, ma ormai va registrato un clima di intolleranza nei confronti di chi svolge la primaria funzione di informare i cittadini.

Il presidente della Fnsi Beppe Giulietti ha portato la solidarietà sua e del sindacato unitario dei giornalisti alla redazione della Rai Fvg e in particolare ai colleghi che sono stati aggrediti ieri nel corso del corteo “no green pass” che si è svolto a Trieste.

Giulietti – accompagnato da Carlo Muscatello e Alessandro Martegani, presidente e segretario di Assostampa Fvg, dal presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Cristiano Degano e dalla portavoce di Articolo 21 Fvg Fabiana Martini – ha messo in guardia contro un’escalation di atti di violenza che in tutta Italia hanno per obiettivo gli operatori dell’informazione: “Chi alza le mani su un giornalista attenta alla nostra Costituzione”, ha detto. Bisogna intervenire il giorno prima, ha ammonito il presidente della Fnsi, aggiungendo che “sui siti dell’estrema destra fascista e squadrista c’è già scritto che entro il 15 ottobre bisogna attaccare giornali e giornalisti”.

Fermo restando il diritto, sacro, a manifestare la propria opinione, le aggressioni ai colleghi della Rai, cui va la nostra piena solidarietà, i lanci di uova contro le redazioni della Rai stessa e de Il Piccolo sono condannati nel modo più assoluto dalla redazione del giornale.

Una piazza di migliaia di persone contiene inevitabilmente posizioni, sensibilità e linguaggi diversi: ai media spetta di raccontare i fatti nella loro complessità, incluse le tematiche più attuali legate al Green pass.

Al netto di questa premessa, però, non si può imporre ai media – nel nome del pluralismo – di fare da cassa di risonanza persino a posizioni estreme, antiscientifiche e complottistiche, che pure sono presenti nelle piazze, fisiche e virtuali, in cui si sta sviluppando il dibattito sul certificato verde. Dalle vicende di questi giorni possiamo trarre così anche un monito sull’importanza e sul ruolo rinnovato del giornalismo: un’isola di fatti verificati in un flusso di informazioni, provenienti talvolta da fonti non attendibili, sempre più sconnesso, in cui si sta frammentando quella che un tempo era la pubblica opinione. Un’isola da proteggere, in ogni ambito, perché parte vitale della salute della Repubblica.

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