13/05/2024

Una delle tappe della rassegna Musica Cortese organizzato dall’associazione Dramsam, ha avuto la cornice delle cantine Gravner ad Oslavia. Ad esibirsi l’Ensamble Adilei con un repertorio di canti tradizionali polifonici georgiani, che sono stati il primo patrimonio immateriale iscritto nella lista dei beni mondiali da tutelare dell’UNESCO. I canti polifonici georgiani, fin da dal IV secolo dopo Cristo, sono presenti in tutte le attività dei Georgiani. Per l’importanza di questa tradizione l’evento si è fregiato della presenza dell’Ambasciatore della Georgia in Italia, Konstantine Surguladze, accompagnato dal Primo Consigliere Irakli Vekua e dal Consigliere David Gomarteli.

da sx il cons. David Gomarteli, l’Ambascciatore Konstantine Surguladze e il sindaco Rofolfo Ziberna

La delegazione è anche stata ricevuta dal sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna. Cultura, enogastronomia ma anche politica al centro dell’incontro. La diplomazia georgiana – è stato sottolineato – è impegnata ad incontrare anche le realtà più piccole in Italia, per intensificare i rapporti su diversi livelli, da quello culturale a quello economico mentre sul piano politico, la Georgia cerca di promuovere all’estero le ragioni e i fondamenti della sua sovranità, in relazione alla delicata situazione interna. Durante l’incontro è stata ipotizzata una possibile collaborazione per spazi nell’area Sdag a Gorizia dedicati a prodotti enogastronomici georgiani e una presenza su temi culturali alla prossima edizione di E’Storia.

LE ANFORE CHE AVVICINANO FRIULI VENEZIA GIULIA ALLA GEORGIA

La presenza diplomatica all’evento musicale sul Collio ha anche un’altra interessante motivazione, legata alla produzione del vino della premiata azienda Gravner.

Foto di gruppo con l’Ambasciatore Surguladze nell’azienda Gravner

L’azienda Gravner, con terreni a cavallo tra il Collio goriziano e la slovena Brda, è famosa per la produzione di vini in anfora, secondo la millenaria tradizione gergiana della zona di Kakheti, nel Caucaso, degli orange e amber wine fermentati con lunga macerazione su buccia. La storia millenaria vantata dalla Georgia nella produzione vinicola in anfora si riflette oggi nella grande qualità dei vini, premiati a livello internazionale. L’azienda Gravner che negli anni 2000 ha scelto di produrre solamente vini da uve autoctone, pignolo e ribolla, sperimentò la produzione in anfora in seguito alle disastrose grandinate del 1996 che distrussero il 95 per cento della produzione dell’annata. Con le poche uve rimaste Joško Gravner inizio a sperimentare la macerazione in grandi tini di legno e in anfore, importate dalla Georgia, dove il vino è nato. Oggi la cantina ospita 47 anfore interrate, di capacità dai 1300 ai 2400 litri, le uve di Gravner, dopo la fermentano con lunga macerazione in anfore georgiane. Dopo la svinatura e la torchiatura ritornano in anfora per almeno altri 5 mesi prima di iniziare l’affinamento in grandi botti di rovere dove rimane per altri 6 anni. I Vigneti L’azienda si compone di tre vigneti: Runk a Oslavia, Hum e Dedno in Slovenia, a meno di 3 km dalla cantina. Gli ettari vitati sono 15, quasi interamente dedicati a ribolla e pignolo.

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