26/05/2026

Nasce Confcooperative Alpe Adria, un’unione  che tra l400 cooperative, presenti nelleex province di Udine, Gorizia e Trieste con un fatturato da 500 milioni di euro  oltre 24mila soci e  11mila addetti. L’evento di costituzione della nuova realtà associativa si è tenuto a Trieste alla presenza del ministro Stefano Patuanelli che ha voluto sottolineare come la ripresa sociale ed economica post covid in Italia dovrà puntare sul mondo imprenditoriale cooperativo, ma non quello fuorviato da speculazione e sfruttamento del lavoro, sul quale ha posto anche l’accento  Maurizio gardini, presidente nazionale di Confcooeprative. Sul mancato accordo a quattro, non essendoci Pordenone, La nuova presidente  di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini  ci avrebbe sperato ma le tempistiche diverse, pur in una visione non conflittuale, non hanno consentito per ora  un’unione pienamente regionale

Il presidente Piero Mauro Zanin alla nascita di Confcooperative Alpe Adria

Il presidente del consiglio regionale Pier Mauro Zanin ha detto che nel modello cooperativistico c’è la risposta strategica al nostro Paese. La risposta al progressivo impoverimento della classe media che rischia la sudditanza rispetto a pochi ricchi sempre più ricchi sta nella solidarietà, ha detto Zanin, apprezzando anche il melograno come simbolo scelto dalle coop a loro immagine, in quanto rappresenta la forza delle singolarità  e al contempo l’unione nella cooperazione.

 Zanin non ha risparmiato le critiche a quelle cooperative che “hanno cercato di scimmiottare società per azioni, aziende che cercano il massimo lucro attraverso lo sfruttamento della forza lavoro”, mentre si deve restare “nel significato per cui nasce una cooperativa, ovvero esaltare il valore dell’uomo attraverso un’azione che si chiama lavoro, certo per fare ricchezza ma finalizzata alla condivisione sociale e solidale di quella produzione, all’esaltazione della classe media”.

Il monito del presidente è quindi andato al dare la massima attenzione all’aumento del debito, perché sarà eredità delle prossime generazioni. Inoltre, è vero che si deve puntare al massimo profitto, ai servizi e alle infrastrutture migliori, ma tutto ciò non può andare a scapito dei lavoratori e della loro vita.

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