di Danilo Vezzio dean dal Fogolâr di Lione
La generazione di emigrati friulani del dopoguerra è stata straordinaria per la quantità e la qualità della nostra gente, uomini e donne che hanno per certi casi vissuto due guerre mondiali terribili, l’influenza ‘’Spagnola’’ oltremodo micidiale dell’attuale Covid 19.
Durante questi tre cataclismi, sorella Morte ha falciato 150 milioni di persone ….sono cifre terribili, talmente smisurate che neppure si può percepire l’importanza.
Nella mia vita di emigrato ho constatato che coloro che se la sono cavata, quindi superstiti di queste catastrofi, hanno un maggior rispetto per la vita umana, per il ‘’fratello’’ incontrato all’estero, quelli che si incontrano sui cantieri edili del mondo intero….per esempio in Iran, all’epoca dello Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, quello di Soraya e di Farah Diba.
Il nostro amico Polo Secondo è un Friulano, anzi un Carnico cioè una qualità ancora superiore, originario di Forni di Sotto, figlio di Ernesto ‘’Copete’’, gente temprata dalle montagne granitiche delle Alpi Friulane, in queste montagne la durezza della vita era tale, che la selezione naturale era semplice….sei forte sopravvivi, sei debole muori !
Polo Secondo a 13 anni era già al lavoro, nominato ‘’codarûl’’ ! Un termine tecnico in lingua friulana, se uno non è, perlomeno laureato in lingue ‘’reto-romaniche’’, non ne capisce il significato.
Con ‘’codarûl’’ si definisce il personaggio che sorveglia la coda della mandria, del gregge, durante la transumanza dal paese alla malga Geveada, in alta montagna, ed è un impegno da maratoneta…all’uscita della stalla dopo un lunghissimo inverno, le mucche impazziscono vedendo l’erba verde brillare al sole, e partono in ogni senso. Il codarûl le rincorre come un cane pastore e le fa rientrare sul sentiero, guai se una mucca si fa male o peggio se cade in precipizio…a tredici anni assumere una tale responsabilità ti marchia a fuoco, questo senso delle responsabilità portarono Secondo Polo a posizioni elevate.
La bella storia? Tutta la vita di Secondo è una bella storia…ma la più bella, di cui ne va sempre fiero è la buona azione che ha compiuto quando era in Iran.
Siamo nel 1977 e Polo Secondo era capocantiere a Teheran, regnava lo Scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, e Secondo Polo doveva costruire intere città-villaggio destinate agli ufficiali, generali, dignitari dell’esercito iraniano, cantieri faraonici, giganteschi.
Tutti gli operai, le maestranze straniere, erano controllate, sorvegliate, giorno e notte; nel 1977, l’Iran era già una nazione islamica sotto pressione, l’anno dopo, nel 1978, la rivoluzione scoppiò e nel 1979 lo Scià dovette scappare di corsa…scjampà di corse prime che lu copin!
Come capocantiere Polo era in rapporto continuo con gli ufficiali della polizia e con uno di loro era nato un rapporto di amicizia, certo nascosta; l’ufficiale non poteva mostrare la sua simpatia per un cristiano, sarebbe stato torturato e sgozzato, comunque durante le riunioni sul cantiere, l’ufficiale iraniano malgrado si sentisse sorvegliato riusciva a comunicare con Secondo.
Aveva una figlia in Inghilterra per studi, in difficoltà economiche, lui non poteva mandargli denaro perché era assolutamente proibito spedire denaro iraniano all’estero. Gli operai erano pagati nel loro paese di provenienza e Secondo, lavorando per una grossa ditta francese, aveva il suo stipendio versato in Francia.

Si era sotto Natale, Secondo doveva rientrare in Francia, l’alto ufficiale gli chiese se potesse portare una grossa somma di denaro a sua figlia a Londra, era rischiosissimo per entrambi, ma Secondo non esitò un istante, l’ufficiale era un musulmano ma ‘’fratello’’ in difficoltà, gli affidava tutti suoi risparmi ed aveva fiducia in lui.
Secondo riuscì a passare attraverso tutti i controlli, alla partenza come all’arrivo, ma sempre col cuore in gola. Dopo l’arrivo in Francia, aspettò qualche giorno, poi chiamò la ragazza a Londra, fissarono un appuntamento a Parigi per consegnargli la somma. Secondo Polo prese il treno verso Parigi, si mise in evidenza al punto fissato…ma nessuno si presentò!
Preoccupatissimo rientra a Lione con la valigetta dei soldi e, dopo diversi tentativi di contatto telefonico senza risposta, fu la ragazza spaventata che lo chiamò. Era venuta a Parigi per incontrarlo, ma si era accorta che qualcuno la seguiva, aveva sentito il pericolo per lei e per Secondo, piangeva e non vedeva soluzioni, ma il ‘’codarûl’’ ha le soluzioni a tutti i problemi ! Gli disse solo una cosa ‘’spete un moment… tomorrow I’ll be in London-Saint Pancras’’ domani sono a Londra in stazione’’ !
Prese il treno da Lione a Londra e, arrivando alla stazione, chiamò al telefono la ragazza. Riuscirono, in incognito, come delle spie da 007, ad incontrarsi …..ce l’avevano fatta! La figlia dell’ufficiale musulmano, brav’uomo, era salva, poteva continuare i suoi studi e vivere libera, senza veli, in Inghilterra.
Secondo non ebbe più notizie né dell’alto ufficiale iraniano né di sua figlia….ma sotto quel Natale 1977, aveva fatto la più buona azione della sua vita, l’emigrato italiano, friulano, carnico di Forni di Sotto, un semplice ‘’Copete codarûl’’ ha dimostrato una solidarietà umana luminosa, un’onestà monolitica come le montagne della Carnia …la neve può cadere ma il cuore di Secondo ‘’Copete’’ riscalda l’umanità.
note
La storia completa di Secondo Polo ‘’Copete’’ è sul libro del Fogolar Furlan di Lione, nelle 3 lingue francese, italiano, friulano …… ‘’ Blocs di piere e scus di mandulis’’
In copertina Foto scattata da Secondo POLO
Lo Scià di Persia sul cantiere di Secondo Polo, sullo sfondo si vedono i silos di cemento ed operai al lavoro






