25/03/2026

È stato il governatore della Carinzia, Peter kaiser, a dover intervenire con la sospensione del regolamento del ministero della salute austriaco sui controlli anti-covid, che ha prodotto il caos ai confini tra Slovenia e Austria, con più di 10 di attesa nel week end per gli aultomobilisti di rientro nel Paese attraverso il tunnel delle Karavanken e sette ore di attesa per entrare dal Loiblpass. Lo riporta il quotidiano Kurier che come anche la dichiarazione di Kaiser, il quale ha detto che “Non può essere che la minaccia rappresentata dai controlli sia maggiore di quella del virus”. La rigida applicazione del regolamento ha portato ad una situazione igienica insostenibile, con la Croce rossa che tutta la notte ha assistito gli automobilisti in coda.
IL motivo principale dell’ingorgo ai confini era la compilazione di un modulo con molti dati o la firma di una dichiarazione con la quale i turisti non austriaci dovevano impegnarsi ad attravzersare l’austria senza fermarsi
Il dipartimento ministeriale – sempre scrive il Kurier – ha cercato si scaricare la responsabilità sugli enti territoriali, precisando che i controlli potevbano essere fatti anche a campione e tenendo conto della situazione del traffico, dell’assistenza ai viaggatori e della prevenzione degli ingorghi.
E così l’ingresso in Austria diventa più difficile – scrive Marco di Blas sul suo blog AustriaVicina -anche se i controlli riguardano più gli austriaci che rientrano dalle ferie che gli italiani.
E, in particolare, sono sotto controllo gli austrici che rientrano dalla Croazia piuttosto che quelli provenienti dalle spiagge friulane o venete in quanto, secondo alcuni austriaci, l’Italia sarebbe considerata anche più sicura della stessa Austria.
Nell’area doganale di Rainer – continua Marco di Blas – sono presenti 112 poliziotti, con i rinforzi degli allievi dell’accademia di polizia e dei militari dell’esercito. Gli automobilisti provenienti dall’estero vengono rigorosamente controllati, a caccia a soprattutto di coloro che, per evitare i controlli ai valichi delle Caravanche o del passo Loibl, allungano verso Tarvisio. Le auto con targa italiana – almeno dalle testimonianze – verrebbero fatte proseguire a diffferenza di quelle con targa austriaca.
A tutti viene misurata la febbre, – si legge nel blog Austria Vicina – ma a chi arriva dalla Croazia, anche senza febbre, viene chiesto il certificato di negatività al virus, O altrimenti c’è l’obbligo della quarantena o di tampone.

foto di copertina pubblicata sul Kurier.at

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