31/03/2026

Si è conclusa a Trieste la terza sessione plenaria del Comitato Congiunto Fvg-Slovenia, le cui delegazioni erano guidate, rispettivamente, dalla presidente della Regione Debora Serracchiani e dal vicepremier e ministro degli steri Karl Erjavec, mentre era presente per la Slovenia anche il ministro per gli Sloveni all’Estero Gorazd mavc.

Ai lavori hanno preso parte gran parte degli organi esecutivi delle due Istituzioni, insieme all’ambasciatore italiano a Lubiana Paolo Trichilo e al suo omologo sloveno a Roma Bogdan Benko.

Nella dichiarazione approvata “le Parti si impegnano ad adoperarsi per un’azione congiunta più efficace nell’ambito delle Strategie Macroregionali europee, della Programmazione europea e, in particolare, della Cooperazione Territoriale Europea, settori in cui sia la Slovenia che la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia incoraggeranno la promozione dei risultati conseguiti dai progetti, ordinari e strategici, approvati nell’ambito del Programma Interreg Italia-Slovenia”.

Centrale il tema delle minoranze. Sia la Slovenia sia la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia continueranno a favorire la loro completa affermazione e promozione e a sostenerle al fine di mantenere e sviluppare la propria identità”. Se da un lato “la Slovenia dedica particolare attenzione anche alle misure che contribuiscono concretamente all’attuazione del bilinguismo”, dall’altro “la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia continuerà a cercare soluzioni per rafforzare l’uso pubblico della lingua slovena e l’autonomia della minoranza nazionale slovena”.

Per quanto riguarda il miglioramento dei trasporti, “è stata convenuta la definizione di un progetto strategico finalizzato a migliorare la mobilità sostenibile nella zona transfrontaliera, e, in questo ambito, ripristinare il collegamento ferroviario Trieste-Lubiana, con possibili diramazioni locali sulla direttrice Udine – Gorizia – Nova Gorica – valle d’Isonzo, migliorando così l’interoperabilità ferroviaria su tutte le tratte confinarie”.

A margine dei lavori la presidenza della Regione ha chiarito che, nel tavolo di lavoro dedicato, si sono delineati interventi realizzabili in via transitoria utilizzando la vecchia rete, da attuare in attesa della progettazione della linea oggi mancante, per la quale, come si è appreso nel Comitato , vi sono già risorse allocate dal governo sloveno.

Da comitato è stato ribadito il No al rigassificatore di Zaule, sì all’obiettivo di una politica agricola comune, più cooperazione nel turismo, consolidamento nelle strategie di protezione civile, soluzioni congiunte nella sanità e nelle politiche sociali. E’ stata aggiornata e potenziata la cooperazione tra le Agenzie per la protezione dell’ambiente di entrambe le Parti”. Per quanto riguarda il settore primario, Regione e Slovenia “sostengono la collaborazione nell’ottica di plasmare la politica agricola comune (PAC)”; inoltre, la vicina Repubblica “favorisce
gli impegni volti a prolungare le misure di ammortizzazione delle conseguenze per l’agricoltura dovute all’applicazione delle disposizioni Natura 2000 seguendo il modello di protocollo Prosecco”. Viene promosso il confronto bilaterale per la creazione della prima Doc transnazionale del vino “Terrano/Teran”.

“Prodotti transfrontalieri integrati”: sono la ricetta per incrementare la cooperazione nel settore del turismo “sulla base di un patrimonio culturale e naturale rivitalizzato” e puntando alla gestione integrata e sostenibile di una rete di castelli, giardini, storici, ville e vigneti.

In vista di Esof 2020, con Trieste capitale della scienza, saranno promossi eventi congiunti con il coinvolgimento
dell’Europa e dei Balcani occidentali. In generale, nel campo della ricerca la collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia avrà come focus le nanotecnologie e le tecnologie marittime.

Se la cooperazione nella protezione civile, “tradizionalmente ben consolidata”, si indirizzerà nel potenziamento dello scambio di informazioni (specie nelle zone non coperte da rete), si confermerà sul rischio sismico e si sta
avviando anche sul numero unico di emergenza.

Nel campo dell’istruzione “le Parti auspicano l’ideazione di nuovi percorsi progettuali”. Di fronte all’obiettivo “favorire e diffondere la conoscenza e l’implementazione dell’uso della lingua italiana e slovena a livello scolastico e nell’ambiente familiare”, si punta ad ampliare lo scambio di mobilità e formazione di studenti e
insegnanti.

Per quanto riguarda le politiche sociali e sanitarie, il Comitato congiunto ha varato tre sottogruppi di lavoro che si occuperanno, rispettivamente, di deistituzionalizzazione della salute mentale; infezioni ospedaliere e sorveglianza microbiologica ovvero resistenza antimicrobica; direttive sull’applicazione dei diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera.

Per quanto riguarda la cultura, oltre all’impegno sulla valorizzazione delle minoranze e il sostegno della candidatura comune del “Paesaggio rurale Collio/Brda tra Isonzo e Judrio” a patrimonio mondiale dell’umanità, “le Parti intendono promuovere e valorizzare il patrimonio della Grande Guerra.

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