TRE BUONE RAGIONI per andare a Villach spiegate ai giornalisti friulgiuliani giunti in visita nella zona.
Una folta delegazione di giornalisti del Friuli Venezia Giulia è stata ricevuta recentemente dai responsabili di tre realtà carinziane che fanno sistema, per rendere attraente ed ospitale il territorio di Villach. L’amministrazione cittadina, le terme di Warmbad e il centro commerciale Atrio. A dare per primo il benevenuto è stato il sindaco di Villach, Helmut Manzenreiter, alla guida della città da molti anni, che ha ricordato come la visione del futuro non potrà prescindere da una sempre maggiore collaborazione tra Italia, Austria e Slovenia, declinate nelle loro regionalità confinarie. Buoni esempi e risultati ce ne sono – ha ricordato il sindaco – dal nuovo servizio ferroviario che collega Udine e Villach alla pista ciclabile Alpe Adria che collega Friuli e Carinzia. Il sindaco si è soffermato sui preparativi che fervono in città in vista del 16 novembre, quando si aprirà il sipario cittadino sugli eventi della città illuminata per il Villacher Advent, con le atmosfere tipiche pre natalizie del mercatino e i varfi intrattenimenti, sovrastati da quello che è diventato il simbolo dell’avvento a Villach: il campanile della chiesa di St.Jakob inl più alto in Carinzia, addobbato a tal guisa da diventare anche la più grande candela illuminata, visibile a chilometri di distanza. A ruota del sindaco è intervento l’assessore alla cultura del comune di Udine, Luigi Reitani, che ha sottolinato l’anzianità del gemellaggio tra Villach e Udine, ricco di potenzialità in un contesto di Europa comune anche se ancora non del tutto afferrato, percepito fino in fondo. La delegazione dei giornalisti ha poi raggiunto il nuovo complesso termale Karnten Therme a Warmbad, verdeggiante località alla periferia di Villach. Ad accoglierli, Thomas Michor, direttore dell’ambito territoriale formato da Villach-warmbad e dai laghi Faaker See e Ossiacher See e dalla responsabile marketing e comunicazione delle Terme, Doris Pehr.
Oggi questa struttura del benessere e del divertimento è ben lontana dalle due casette in legno che nel medioevo presidiavano l’acqua termale che sgorga da sei sorgenti a 29,9 gradi, già conosciuta in epoca romana.
Nel corso di duecento anni e di sette generazioni della stessa famiglia, il centro termale con vista sulle Caravanche oggi è diventato, grazie ad un team di architetti guidato da Titus Pernthaler e grazie ad un investimento di oltre 48 milioni di euro, uno spettacolare edificio asimmetrico in grado di ospitare fino a 1000 persone contemporaneamente e che, nel suo gioco di trasparenze ed irregolarità prospettiche, ripropone in chiave archiettettonica il vicino monte Dobratsch, anche nei materiali utilizzati, vetro, legno e pietre naturali in abbinamento all’acciaio e al cemento bianco per le strutture portanti. Quattro piani con tre ambienti. Quello Fun al primo livello con millecentroquaranta metri quadrati d’acqua, corredati da due scivoli a tubo e uno largo ad onde. L’ambiente per il fitness al secondo livello con attrezzature ginniche high tech di ultima generazione e la SPA da duemila metri quadri al terzo e quarto livello, con saune di vario tipo anche all’aperto e l’hammam. Il nuovo complesso termale è stato inaugurato con il nome di Karnten Therme nel luglio del 2012 insieme all’adiacente Karawankenhof hotel, uno dei quattro hotel della zona, anch’esso nuovo di zecca sorto sulle ceneri del vecchio edificio, sempre adibito ad hotel, risalente al 1912. Ottantanove camere, di cui nome per famiglie di quasi cinquanta metri quadri ciscuna e quattro camere riservate ai disabili. L’interior design è giocato sulle tonalità del beige e del marrone con pennellate di colore affidate alla creatività italiana dell’azienda Moroso. Per gli ospiti dell’albergo l’entrata a tutti i settori del complesso termale è gratuita.
Il complesso termale di Warmabad è una meta gettonata dagli italiani. La loro presenza ha toccato punte dell’ottanta per cento. Trend positivo anche per l’intera regione di Villach, Facher See Ossiacher See, ha ricordato il direttore, Thomas Michor, con un più 10,5 per cento negli ultimi tre anni e non legato solamente ad eventi particolari.
Dalle terme di Warmbad al centro commerciale Atrio, il più grande della Carinzia con 85 negozi e terzo anello della visita, il passo è breve. Ad accogliere la delegazione friulgiuliana il direttore Richard Oswald. Egli si è soffermato sulle peculiari strategie che fanno la differenza di questo centro rispetto ad altri. Innanzitutto i nove premi internazionali, ricevuti dal 2077 ad oggi. L’ ecosostenibilità, legata ad un avanzato impianto geotermico che toglie dall’atmosfera 500 tonnellate di CO2 all’anno e l’accessibilità sono punti di forza. Dagli spazi per disabili ai parcheggi auto extralarge, alle colonnine per la ricarica gratuita per le auto elettriche.
Questo centro, apprezzato anche per il concept degli spazi e delle soluzioni architettoniche, si distingue anche per una serie di iniziative nell’ambito del dialogo interculturale e multilinguistico. Atrio ha istituito un fondo di venti mila euro da destinare ad iniziative che siano espressione dell’area senza confini tra Italia, Slovenia e Austria.






