05/12/2022

Video dell’intervista fatta da Treviso24 a Danilo Calvani:

http://www.youtube.com/watch?v=PDvMWq38Dv8

A Cerea di Verona, nella giornata di sabato 3 novembre, si sono incontrati i rappresentanti di gruppi e movimenti che han scelto di dire basta con le chiacchiere, le lamentele e le petizioni: vogliono passare all’azione.

La data e il giorno sono stati decisi, la “dichiarazione di guerra” ad uno stato nemico del suo popolo, è stata consegnata.

“Dopo decine di incontri su tutto il territorio nazionale, ci siamo nuovamente ritrovati – raccontano i membri del coordinamento fra cui Mariano Ferro, leader dei Forconi, Danilo Calvani del Comitato Riunito Agricoltori e altri – per perfezionare e allargare un coordinamento che farà partire la ribellione”.

Dopo l’esperienza fatta dai vari gruppi eviteremo di ricadere in alcuni errori di inesperienza commessi. Siamo giunti, PURTROPPO, alla conclusione che la rivolta è l’unica strada percorribile, non c’è altra alternativa”.

Rivolta? In che senso? “Il 9 dicembre prossimo bloccheremo l’Italia a oltranza, dalla Sicilia fin su a Pordenone”. Dalle Alpi alla piramidi.

Bloccare le strade potrebbe creare qualche disagio alla popolazione, ma è l’unica arma che abbiamo. Sebbene questa volta faremo di più.

Nel dettaglio dell’azione che porteremo a termine ci stiamo ragionando, ne daremo notizia nei giorni prossimi. Ci diranno che non è legale? Beh, quello che sta facendo lo Stato italiano a tutti noi è legale?

Qui c’è gente che si uccide, non ce la fa ad andare avanti, gli viene pignorata la casa dopo 50 anni di lavoro, viene massacrata di tasse, è regolare tutto questo”?

Si sta lavorando ad un volantino, che sarà divulgato ufficialmente appena sarà pronto. Il coordinamento, già esistente da mesi e comunque allargabile ai gruppi che si uniranno, avrà un responsabile che si occuperà di comunicazione.

Già oggi, però, le idee sono chiarissime: “Noi contiamo sul sostegno della gente, di chi lavora e produce, studia, della gente comune, di chi non ce la fa più per mille motivi legati alle pretese di questo Stato vergognoso, di questo modello di Europa burocratica. Il 9 dicembre sarà solo l’inizio e non si tornerà più indietro”.

E quali sono le vostre richieste, cosa volete? Cosa direte a chi il 9 dicembre vi si presenterà scortato dalle Forze dell’ordine? “Lo diremo solo quando saranno in ginocchio: non iniziamo questa rivolta per ottenere un tozzo di pane.

Mancano 35 giorni alla data prescelta, il coordinamento si allargherà anche ad altri soggetti, rigorosamente apartitici, nessuna bandiera di forze politiche o sindacato è ammessa.

Questo paese così com’è non va. Adesso, la pazienza è finita, finita”.

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