13/06/2024

Udine, genn 23 – Uno spettacolo alla Benigni per celebrare i sessant’anni dello Statuto di autonomia del Friuli Venezia Giulia. Un attore di spicco del panorama nazionale condurrà infatti una pièce teatrale “fornendo una lettura scenografica dei principi dello Statuto, legandola a esempi concreti in grado di toccare i sentimenti della gente”.
Lo ha annunciato a Udine il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, durante la presentazione degli eventi organizzati in occasione dell’importante anniversario istituzionale. Festeggiamenti che cominceranno nell’aula del Consiglio, il prossimo martedì 31 gennaio, quando l’ex segretario generale Giovanni Bellarosa e lo studente universitario Tommaso Piccin, che partecipà all’iniziativa Studenti in Aula, saranno chiamati a gettare maggiore luce rispettivamente sul passato e sul futuro dell’autonomia speciale, mentre Dario Barnaba, presidente dell’Associazione consiglieri, fornirà una lettura istituzionale diretta di questi primi 60 anni. Previsti anche gli interventi del presidente Zanin e del governatore Massimiliano Fedriga.

La locandina delle celebrazioni per i 60 anni dello Statuto Fvg


“Vi racconto l’autonomia a teatro” sarà il titolo dello spettacolo che, sulla falsariga di quel che realizzò Roberto Benigni per raccontare in modo diverso la Costituzione, intende coinvolgere in modo emotivo i cittadini. E sempre sul fronte dell’arte, il programma prevede un concerto dal titolo “Essere speciali” a Gorizia, collegato al progetto Go!2025 e pensato per valorizzare le eccellenze musicali del Fvg, oltre alla diffusione del video “60 Fvg 60”, un originale racconto di questi primi sessant’anni in soli 60 secondi realizzato da dall’agenzia di stampa del Consiglio regionale, Acon.

Tra le iniziative annunciate vi è anche la mostra fotografica “60 Specialis Imago” a Pordenone, in collaborazione con il Craf, e un convegno sul terzo settore in regione (“Volontar.io speciale Fvg”).
Un workshop approfondirà invece le relazioni tra lo Stato e le autonomie speciali delle varie regioni italiane, anche alla luce – ha ricordato il presidente Zanin- “del successo del governatore Fedriga, capace di rinegoziare i patti con lo Stato in modo da poter disporre di 500 milioni di euro in più per la comunità regionale”.
“Nel 1963 – ha sottolineato Zanin – eravamo una terra al confine del blocco occidentale, caratterizzata ancora da grande emigrazione e da un sistema industriale e infrastrutturale non al passo con altre realtà. In quella fase difficile, con Trieste ancora divisa in zona A e zona B, la politica ebbe l’intuizione dell’autonomia, convinta che l’autogoverno consentisse di costruire meglio il futuro. E in 60 anni questa linfa ha nutrito profondamente la nostra comunità regionale”.
La prova del fuoco, ha messo in luce ancora il presidente, “fu il post-terremoto, che dimostrò la capacità di auto-governo di Regione ed enti locali, e consentì di trasformare una regione agricola nella terra della manifattura e della conoscenza. Uno sguardo anche sul futuro, “perchè la crisi attuale, tra pandemia guerra e costi dell’energia, deve diventare un’opportunità per portare il Fvg al centro del sistema digitale, con logistica e manifattura di qualità e con nuovi servizi ambientali e turistici”.
Quanto al ruolo del Consiglio regionale, Zanin ha riconosciuto che “dopo la riforma del 2003, con l’elezione diretta del presidente, c’era il rischio della sudditanza. Ma in questa legislatura – è la convinzione del presidente – è stata tracciata una strada diversa, sancita anche dalla recente legge sull’autonomia organizzativa, grazie al governatore Fedriga che ha sempre tenuto ferma l’idea di autonomia dell’Aula, collaborando nel rispetto dei ruoli. E in futuro – ha concluso Zanin – dovremo essere in grado di assorbire le novità che arriveranno dalle autonomie differenziate delle altre regioni, rilanciando la nostra specialità e chiedendo ulteriori assunzioni di responsabilità. Guardando come modello a un’Europa dei popoli e delle comunità locali”.

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