13/05/2024

Bertiolo, Camino, Castions di Strada, Codroipo, Mereto di Tomba, Sedegliano e Talmassons iniziarono ufficialmente venticinque anni fa la loro avventura nel mondo della Protezione Civile con il nome “codroipese”. Hanno festeggiato il 25° anniversario con tre giornate di festa con dimostrazioni, esercitazioni e conferenze per spiegare ai cittadini e soprattutto a quelli più giovani delle scuole, cos’è la Protezione Civile, come opera e chi partecipa.

ern 20170924_124117I primi due giorni sono stati un successo strepitoso grazie anche al tempo atmosferico che ha agevolato le operazioni d’installazione degli impianti e le dimostrazioni realizzate in collaborazione con altre associazioni e gruppi. C’era la Croce Rossa Italiana, l’A.R.I. (associazione radioamatori italiani) di Udine, l’unità cinofila regionale, le Giacche Verdi (a cavallo per protezione ambientale e civile), A.I.P.I. (Associazione Interforze di Polizie Internazionali) e i militari Lancieri di Novara (caserma a Goricizza di Codroipo) che hanno anche provveduto ai pasti con un carro mensa affiancato al tendone principale, dietro il palasport.

Domenica doveva essere la giornata clou, ma il brutto tempo ha costretto tutti sotto i tendoni. La protezione civile non si è fermata certamente per un’po’ di pioggia, festeggiando e attribuendo riconoscimenti a tutti coloro che, in venticinque anni, non si sono mai risparmiati per aiutare gli altri. Sempre pronti ad attivarsi in occasione di terremoti, frane, alluvioni e qualsiasi calamità, sono disponibili a partire per ogni destinazione. Di recente hanno aiutato i cittadini del Medio Friuli in occasione della tempesta di vento che ha abbattuto gli alberi per le strade e nelle abitazioni, ma fortunatamente (per noi) sono spesso impegnati lontano dalle nostre terre. Con pochi minuti di preavviso, sono allertati e caricati sui mezzi per andare in Italia centrale, in Liguria o in qualunque altro posto dello “stivale” colpito da calamità per aiutare e gestire le emergenze.

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Quelli del Friuli Venezia Giulia sono considerati la migliore forza di Protezione Civile d’Italia, sin dal terremoto del Friuli di oltre quarant’anni fa, quando proprio per l’esigenza specifica si costituirono spontaneamente in gruppi di volontari partiti da tutta la regione e dal resto del Paese. Fu allora che si sentii la necessità di coordinare gli interventi per non tralasciare nessuna località e nessun terremotato senza assistenza e  iniziarono a chiamarli protezione civile. Solo dieci anni dopo emanarono la prima legge della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il 31 dicembre 1986, n. 64, concernente l’organizzazione delle strutture e interventi regionali in materia di protezione civile, giacché non poteva più, come in passato, essere considerata un’incombenza episodica e occasionale. Tutto scaturì a mente dell’articolo 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

ern ProtCiv20170924_115947Nel 1976 alcuni dei primi soccorritori volontari che si presentarono nelle aree colpite dal tremendo terremoto nelle diverse località del Friuli avevano i capelli lunghi che non tagliavano dal ’68 ed erano poco avvezzi a osservare gli ordini impartiti dai militari, ma si dimostrarono ancor più utili ascoltando i cittadini e i sindaci che, grazie all’intervento provvidenziale di Giuseppe Zamberletti (commissario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi) attribuì ai primi cittadini grande autonomia e responsabilità. I risultati conseguiti in Friuli Venezia Giulia diedero grande slancio al politico che cercò di replicare dopo quattro anni in Irpinia, senza però conquistare gli stessi risultati, non considerando la diversa cultura ed estrazione popolare.

Il distretto di Protezione Civile del Medio Friuli ha festeggiato il venticinquesimo anno, essendo tra i primi gruppi ad aderire alla legge italiana numero 225, che solo nel 1992 fu emanata per creare una struttura nazionale che in tutte le Regioni avrebbe impartito le disposizioni per la gestione dell’organizzazione civile.

 

Nei tre giorni sono stati coinvolti oltre 250 operatori per l’esercitazione che hanno avvicinato i giovani studenti degli istituti comprensivi di Codroipo e Sedegliano (che comprendono gli altri Comuni del territorio), al mondo del volontariato indispensabile durante le emergenze. Per garantire la prontezza operativa, la protezione civile del Medio Friuli organizza sessioni addestrative e simulazioni d’emergenze costanti. Hanno attrezzature e mezzi che gli consentono di affrontare qualsiasi emergenza e rappresentano l’àncora di salvezza con una struttura agile e tempestiva. L’operatività è gestita ancor oggi direttamente dai sindaci, sebbene parte integrante di un’organizzazione nazionale che da anni provvede ai quattro principali incarichi assegnatigli: azioni di previsione; azioni di prevenzione; azioni di soccorso; azioni di superamento dell’emergenza (volte al ripristino delle situazioni di normalità nel post-evento, messa in sicurezza del territorio e assegnazione di contributi per ristoro dei danni).

Domenica alla cerimonia di chiusura dei tre giorni di festa c’era il rappresentante della protezione civile regionale, un consigliere provinciale e tutti i Sindaci dei comuni interessati che hanno ricevuto un attestato e una medaglia commemorativa, prima di mangiare il rancio insieme a tutti i volontari, cui sono andate parole di ringraziamento e riconoscenza, in una cerimonia che il capo delegazione Luciano Lena e i suoi uomini hanno gestito come sempre in maniera efficace e precisa.

Marco Mascioli

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