01/04/2026

“L’Unione europea ha fatto bene a esaminare in maniera seria il tema della migrazione e  dell’asilo attraverso un patto che si fonda su responsabilità proporzionale e solidarietà, superando  le pecche manifestate dal regolamento di Dublino”.

Lo ha evidenziato  il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin,  nel corso di un intervento in videoconferenza durante i lavori del Comitato europeo delle Regioni  (CdR), in particolare della Commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni  (Civex) della quale è vicepresidente.

La riunione era incentrata sull’esame del nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, illustrato dalla  relatrice (la tedesca Antje Grotheer, vicepresidente del Consiglio comunale di Brema) e in attesa  di essere presentato alla sessione plenaria del CdR in programma a metà marzo.

“Bene la riflessione relativa al superamento del vincolo sui Paesi di primo approdo – ha specificato  il presidente del Cr Fvg, riprendendo le tematiche esposte da Groother – e anche i numerosi  richiami al coinvolgimento delle autorità locali e regionali su numerosi aspetti relativi alle  procedure. In particolare, l’accesso diretto alle risorse finanziarie”.

Ai lavori ha preso parte anche lo svedese Tomas Tobé, relatore del Parlamento europeo in merito  al regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione.

“Dovremmo confermare quanto previsto dagli estensori del documento – ha aggiunto Zanin –  perché credo che siano equilibrati riguardo il meccanismo di solidarietà obbligatoria e la  responsabilità proporzionale, finalizzati a garantire che l’Ue sia ferma con coloro che non sono  ammissibili, severa con i trafficanti di uomini e donne, solidale con i migranti e i richiedenti asilo  che ne hanno diritto”.

“Parlando da una Regione come il Friuli Venezia Giulia, al confine nordest dell’Italia, mi auguro –  ha concluso Zanin – che gli altri Paesi dell’Ue, meno coinvolti sul tema specifico, sappiano essere  uniti sul principio di condivisione dell’ideale europeo”.

Il patto, oggetto di una sessantina di emendamenti, mira a costruire un sistema in grado di gestire  e normalizzare a lungo termine la migrazione. L’obiettivo è quello di instaurare un quadro europeo  duraturo per gestire l’interdipendenza tra le politiche e le decisioni degli Stati membri, nessuno  dei quali chiamato ad accollarsi responsabilità sproporzionate ma, altresì, legato a una solidarietà  paritaria su base costante.

Share Button

Comments are closed.